Ebbene, in ordine all`uso il Dipartimento ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi, sono tutte in discesa: eroina 0,6% (0,8% nel 2010), cocaina 2,1% (2,9% nel 2010); stimolanti – amfetamine – ecstasy 1,3% (1,7% nel 2010); allucinogeni 2,3% (2,7% nel 2010). Resiste solo l’uso di cannabis, con il 18,2% (era 18,5% nel 2010): una sostanza divenuta per molti giovani più che una dipendenza, tanto che non di rado vengono sorpresi ad assumerne anche in prossimità o all’interno delle scuole.
Già l`anno scorso si era registrato un calo di più del 20% dei consumi, dato che oggi è stato riconfermato con uno studio focalizzato su oltre 35mila giovani (“il target più importante per il problema droga”, dice il Dipartimento). Nell`indagine condotta quest`anno, su un campione di 32.389 giovani di età compresa tra 15-19 anni, si è quindi registrato un calo generalizzato dei consumi, seppur di misura inferiore rispetto a quello rilevato nel 2008-2010.
Il Dipartimento non sembra avere dubbi: “i dati riportati nella relazione riconfermano la validità delle politiche antidroga, che hanno registrato in questi ultimi tre anni una riduzione persistente dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche (soprattutto nelle giovani generazioni), una riduzione della mortalità e della diffusione delle infezioni da HIV ed un contenimento delle epatiti. Contemporaneamente si è assistito ad un positivo aumento degli utenti in trattamento, segno questo di una maggiore consapevolezza della necessità di interrompere il consumo di droghe”.
“Il beneficio delle azioni di deterrenza e di controllo attivate, si evidenziano anche nella riduzione dei morti e dei feriti in incidenti stradali alcol e droga correlati, oltre che alla diminuzione delle infrazioni per la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcol. Anche l`introduzione del drug test dei lavoratori con mansione a rischio – ha concluso il Dipartimento – ha rilevato una riduzione dei soggetti risultati positivi”.