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I giovani e il web “ingabbiato”: il ministro Meloni scrive al Garante per le Comunicazioni

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Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, non ci sta: facendosi portavoce del popolo del web, in particolare degli under 20, che fanno di internet il loro pane quotidiano, risponde punto su punto ai provvedimenti restrittivi annunciati da Agcom per contrastare il boom di pirateria on line.
Meloni ha annunciato di aver scritto al presidente dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, esortandolo, prima di deliberare il provvedimento ora allo studio, a valutare con attenzione l’impatto che rischia di avere sulla libertà di espressione su internet, in particolare per le nuove generazioni.
Secondo il Ministro il fenomeno “non si combatte offrendo la censura come unica risposta, ma garantendo un’offerta legale e adeguando gli strumenti in difesa del diritto d’autore alle nuove realtà con cui la rete impone di fare i conti”. Meloni è convinta che oggi, “specie per i più giovani, la libera espressione passa dalle forme di comunicazione consentite dalla Rete, ed è pura utopia pensare di governare questi nuovi strumenti con leggi disegnate per affrontare la realtà del secolo scorso”.
Il ministro della Gioventù è convinto che il mondo del virtuale, al pari della realtà, accoglie persone poco oneste, ma anche bravissimi individui. Che non meritano di essere ingabbiati in regole che con la Rete non hanno nulla a che vedere.
“Se alcuni casi di palese violazione del diritto d’autore sono facilmente identificabili, in troppe altre occasioni – ha spiegato Meloni – si corre il rischio di porre limiti inaccettabili alla libera circolazione delle idee. Per questo la censura delle soluzioni ‘di frontiera’ non può e non deve essere la risposta di istituzioni moderne in grado di guardare seriamente al futuro.”
La conclusione del Ministro è che “con l’ausilio del presidente Calabrò si possa ampliare il dibattito tenendo conto di tutti i documenti e le riflessioni fatte pervenire negli ultimi mesi ad Agcom dai diversi ambiti di competenza parlamentare, Governo compreso, e non da ultimo quello a firma del Ministro della Gioventù, con il quale si tenta di fornire soluzioni per conciliare la giusta tutela del diritto d’autore con la libera espressione”. Basterà l’appello della Meloni a far tornare Calabrò sui suoi passi?