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I laureati in Scienze delle Religioni potranno insegnare italiano e storia: per Granato e Angrisani sono i raccomandati della curia

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Nella giornata del 14 maggio c’è stata una durissima presa di posizione delle senatrici Bianca Laura Granato e Luisa Angrisani di L’Alternativa C’è contro la decisione della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama di approvare un emendamento a prima firma del sen. Andrea Rampi (Pd) – al decreto legge n. 44/2021 sul contenimento del Covid, ma anche su giustizia e concorsi pubblici – per il quale il possesso del titolo di laurea magistrale in scienza delle religioni (che si studia nelle Facoltà di Lettere, Storia e Filosofia) viene considerata equivalente alla laurea magistrale in scienze storiche, scienze filosofiche e in antropologia culturale ed etnologia: una possibilità che in futuro, se l’emendamento sarà approvato in via definitiva, potrà permettere ai laureati in Scienze delle religioni di potere insegnare Italiano, Storia e Geografia nella scuola media, Storia e Filosofia nei licei e anche Italiano e Storia negli istituti tecnici.

Il provvedimento, che tende ad una valorizzazione delle lauree magistrali, ha ottenuto 144 voti favorevoli in Senato: dopo il via libera della commissione, però, per l’approvazione finale bisognerà attendere che si esprima l’Aula della Camera dei Deputati, entro il prossimo 1° giugno.

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L’indignazione

Le senatrici Granato e Angrisani si dicono “indignate” per quanto approvato, perché sostengono che con questo emendamento è stata creata “un’equipollenza per usare la scuola come ufficio di collocamento dei raccomandati della curia”.

E ancora: sostengono che “questo è l’ennesimo intervento a gamba tesa del Partito Democratico”.

Non c’entrava nulla…

Secondo le senatrici “l’approvazione della commissione Affari costituzionali” non può passare nel silenzio.

“Rendiamoci conto della gravità di quello che si è fatto: altri emendamenti sulla scuola sono stati dichiarati inammissibili, ma questo che non c’entrava nulla è stato dichiarato ammissibile”.

“Questo fa capire che i tentacoli della Cei arrivano praticamente ovunque“, concludono le due esponenti di L’Alternativa C’è.

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