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Il Coronavirus sta creando disagi psicologici a tutti: docenti, alunni e famiglie tra i più esposti

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L’isolamento a casa forzato, per via delle restrizioni a circolare derivante dal Coronavirus, alla lunga creerà disagi psicologici ed in certi casi anche disturbi emotivi. L’allarme è lanciato da psichiatri e psicologi, che spiegano i motivi.

La metà dei contagiati avrà disturbi

“Oltre il 50% delle persone in questo periodo in isolamento perché contagiate da coronavirus avrà disturbi emotivi”, soprattutto se individui fragili: bisogna cominciare a pensare “di fornire sin da ora un supporto psicologico”, anche programmando “il post epidemia, prevedendo gli interventi per le patologie che sicuramente si manifesteranno sotto forma di disturbi post traumatici da stress”: a sostenerlo è Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep).

I sintomatici, oggi, ha spiegato nel corso dell’incontro pubblico online in tema Covid-19 promosso dell’Associazione Luca Coscioni, “vengono totalmente isolati dal loro contesto, divenendo facile preda di sensi di colpa dovuti al contagio di altre persone. Accanto alla possibilità di verificare le condizioni fisiche delle persone, andrebbero verificate anche le condizioni psicologiche di chi è in quarantena”.

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Famiglie difficili e “padri padroni”

C’è poi il problema di chi vive in famiglie difficili. “Il tempo sospeso che stiamo tutti sperimentando, un tempo d’attesa, da vivere con le persone che si amano può per alcuni essere una piacevole scoperta ma per altri diventare una trappola insopportabile”, ha detto all’Ansa la psichiatra Santa Raspanti.

“Penso ai nuclei familiari nei quali l’aggressività e la violenza rappresentano la trama quotidiana con la quale vengono intessuti i rapporti, frutto di rappresentazioni di un sé molto fragile e poco strutturato, incrementati dalla frustrazione di una convivenza sempre più imposta e priva di alternative”.

Per la psichiatra insomma: “il virus non solo ha distrutto migliaia di apparati polmonari ma irrimediabilmente sconvolto il nostro tempo esterno e soprattutto quello interno”.

Le famiglie non ce la fanno

In ambito familiare, esiste anche un problema di gestione dei compiti e delle lezioni a distanza. Il Forum Prevenzione di Bolzano, in riferimento alle difficoltà ad organizzare la vita quotidiana tra smart working e scuole chiuse, si è rivolto ai genitori. Ai quali ha chiesto di fermarsi e riflettere.

“Genitori abbassate le aspettative su vuoi stessi, ma anche sui vostri bambini”, dice il Forum Prevenzione della provincia autonoma.

Le famiglie da sole non possono far fronte alla situazione attuale. Hanno bisogno di soluzioni flessibili, di compromessi e di un po’ di creatività.

Gli insegnanti – dice ancora il Forum Prevenzione – devono considerare che i genitori “non possono assumersi interamente il ruolo di insegnanti. I compiti per casa dovrebbero essere dati in giusta misura e, se necessario, dovrebbe essere presa in considerazione la situazione individuale delle famiglie”.

“La situazione è eccezionale e le famiglie possono tranquillamente ribadirlo anche in casa. Ora si tratta di allentare la pressione e abbassare le aspettative”, ha spiegato la sociologa Christa Ladurner.

Alunni da sostenere

Il problema può riguardare anche gli alunni: la direzione per lo studente del ministero dell’Istruzione ha inviato a tutti gli uffici scolastici regionali una nota con una una proposta progettuale realizzata in collaborazione con la équipe clinica e medico-psicologica della Società Italiana di Pediatria, dell’Istituto di Ortofonologia di Roma e il portale di informazione Diregiovani, “al fine di offrire alle scuole, di ogni ordine e grado, percorsi in grado di integrare e arricchire e supportare la didattica curriculare” al fine di “sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e scuola-famiglia”.

Le attività, si legge nella circolare, sono pensate per accompagnare studenti, docenti e famiglie “nel confronto con l’emergenza e le sue conseguenze, pratiche, emotive e psicologiche”.

Si tratta di contenuti multimediali ideati e realizzati per i diversi target di riferimento, in modo da poterne garantire la fruibilità e l’accesso. Attraverso gli spazi online del progetto ‘Lontani ma vicini‘, ’30 psicologi in ascolto’ e ‘Ido con Voi‘ con una équipe medico-specialistica di 40 operatori, tutto il materiale sarà sempre a disposizione di famiglie e personale scolastico.

Nel dettaglio. Una équipe multispecialistica dell’IdO sarà a supporto delle famiglie e dei docenti sul sito www.ortofonologia.it.

Neuropsichiatri, logopedisti, pediatri e psicologi aiuteranno a individuare gli strumenti per sostenere bambini e ragazzi tutti, e in particolari chi ha difficoltà di apprendimento o disabilità.

Un gruppo di sole psicologhe sarà invece impegnato con uno sportello online di ascolto sul sito diregiovani.it, “un luogo virtuale dove docenti e famiglie possono porre domande e sciogliere dubbi trovando risposte e sostegno continuo”.

Una proposta di formazione sarà offerta ai docenti per “per tenere insieme il tessuto relazionale e riuscire a proseguire l’azione pedagogica fondamentale che sta alla base dell’insegnamento”.

Per gli studenti, saranno a disposizione video e contenuti dedicati specificatamente al mondo della scuola: come studiare da soli a casa, come darsi una mano tra compagni, come recuperare se si è rimasti indietro. Uno spazio particolare sarà dedicato a chi affronterà l’esame di maturità quest’anno.

Docenti e condizioni difficili

L’idea ha raccolto anche il consenso di qualche sindacato. Perchè non bisogna dimenticare che i disagi psicologici potrebbero riguardare anche i docenti, anche loro impreparati a gestire l’isolamento coatto e a continuare a fare didattica in condizioni non sempre agevoli.

I disturbi emotivi si potrebbero acuire nei casi, non residui, in cui gli insegnanti sono chiamati ad utilizzare, anche dal consiglio di classe, dei dispositivi o delle piattaforme di didattica a distanza con i quali non hanno dimestichezza.

Marcello Pacifico, presidente Anief, sostiene che lo stress che si sta accumulando in questi giorni è “un problema è ad ampio raggio, perché riguarda tantissimi cittadini che, soprattutto per il protrarsi dell’isolamento obbligatorio, potrebbe man mano aggravarsi”.

A livello di scuola “è bene, quindi, che il ministero dell’Istruzione preveda il supporto di esperti, a sostegno delle famiglie colpite, stipulando anche altri accordi e il coinvolgimento di più addetti. Anche dei docenti e del personale scolastico, laddove le condizioni conseguenze emotive e psicologiche diventino per loro difficili da governare”.

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