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Aggiornato il 21.08.2025
alle 17:40

Il docente che s’avvale della Legge 104/92 sceglie la sede di lavoro e non può essere trasferito: il Tribunale di Siracusa condanna il Ministero

“Colui che assiste con continuità un parente con disabilità ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso in altra sede”: lo prevede la Legge 104 del 1992 e gli Uffici scolastici devono provvedere a far falere tale diritto a chi ha requisiti e ne fa richiesta per stare più vicino possibile alla persona da assistere. Per questo motivo, il tribunale di Siracusa ha condannato il ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico provinciale per avere negato ad un insegnante il suo trasferimento da Siracusa a Messina, non permettendogli in tal modo di assistere i genitori disabili, come previsto proprio dalla Legge 104/92.

Secondo l’avvocato dell’insegnante, Santi Delia, i giudici hanno stabilito un principio: il diritto all’assistenza del disabile non può essere applicato dagli uffici scolastici in maniera restrittiva.

Secondo il legale, l’Usp ha ritenuto l’insegnante decaduta dal diritto di far valer la priorità legata ai benefici della Legge 104 del 1992, in quanto non aveva indicato tra le sedi di preferenza in domanda, secondo un determinato ordine, il Comune di residenza del disabile. I giudici però, sostiene sempre l’avvocato, hanno ritenuto che la disposizione specifica del contratto collettivo “nulla impone circa le preferenze successive alla prima, limitandosi a prevedere che la precedenza resta valida anche nel caso in cui ad essere indicate per prime siano una o più istituzione scolastiche ricadenti nel Comune di assistenza al disabile”.

Ne consegue, continua l’avvocato, che “non vi è alcuna preclusione nell’aver indicato il Comune di Messina come ottava scelta anziché come terza”.

“Si tratta di una decisione interpretativa molto importante che mira a fare chiarezza contro le decisioni abnormi di diversi Uffici scolastici e che, finalmente, rimette in posizione prioritaria un diritto soggettivo fondamentale e le tutele previste dalle norme imperative della Legge 104”, ha concluso il legale Santi Delia.

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