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10.02.2026

Assicurazione sanitaria integrativa, per l’Unicobas è una misura demagogica fatta dal Governo riducendo le risorse delle scuole

Sulla “assicurazione sanitaria integrativa” interviene in queste ore Stefano Lonzar, dell’esecutivo nazionale Unicobas per sottlineare che, secondo il suo sindacato, “la salute non si assicura, ma si garantisce”.
La misura – sostiene Unicobas – è stata presentata dal Governo e dai sindacati che hanno sottoscritto un apposito accordo integrativo, come un “benefit”, una tutela in più, un segnale di attenzione verso chi lavora nella scuola.
La realtà – contesta Unicobas – è un’altra: questa assicurazione è finanziata sottraendo risorse alla scuola pubblica, produce tutele deboli e intermittenti e spinge ulteriormente verso la privatizzazione della sanità. Secondo il sindacato di base non si tratta di un avanzamento di diritti, ma di un arretramento mascherato.

L’analisi dell’Unicobas è severa: i lavoratori potenzialmente coinvolti sono oltre 1,2 milioni, ma non tutti sono presi in considerazione: restano infatti esclusi i supplenti brevi e quelli con contratto al 30 giugno. Ancora una volta diritti a geometria variabile che spezzano l’unità della categoria dei lavoratori della scuola. Le risorse complessive annunciate — 320 milioni di euro in quattro anni — vengono accompagnate da una narrazione fuorviante: coperture “fino a 3.000 euro l’anno.

A ben guardare – fa osservare Lonzar – è una cifra priva di fondamento: dividendo le risorse reali per il numero dei beneficiari, si ottiene una media di poco più di 250 euro circa a persona in quattro anni. Altro che tutela sanitaria: siamo di fronte a un’operazione di propaganda, buona per i comunicati stampa, addirittura dannosa per i bisogni reali di cura. Il vero scandalo: si finanzia l’assicurazione tagliando i fondi per le scuole Il punto politicamente più grave è questo: l’assicurazione non viene finanziata con nuove risorse, ma attraverso tagli al Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico, per circa 200 milioni di euro tra il 2026 e il 2029.

Questo – spiega sempre Unicobas – significa che le circa 7.600 scuole italiane perderanno una media di 30.000 € ciascuna in quattro anni e di conseguenza si ridurranno i servizi agli studenti, i laboratori, i progetti, l’offerta formativa, le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per i materiali. Tutto ciò è inaccettabile. Si tolgono risorse alla didattica quotidiana per pagare una polizza assicurativa che non risolve i problemi di salute dei lavoratori. Questa non è una scelta “tecnica”. È una scelta politica precisa, che scarica i costi sulle scuole e sui territori, per una narrazione demagogica, tutta a favore del governo e di chi ha avallato tale scelta.

Stefano Lonzar parla senza mezzi termini di “un regalo al mercato assicurativo, non ai lavoratori”.
La misura finirebbe così per favorire le strutture sanitarie private, senza apportare alcun reale rafforzamento al Servizio Sanitario Nazionale.
Ma il dirigente dell’Unicobas entra anche in un altro dettaglio e parla del bando di gara che dovrebbe servire per scegliere l’operatore che dovrà occuparsi del servizio (scadenza 5 marzo 2026).

Dal capitolato tecnico, allegato al bando di gara, si evince già – sostiene Lonzar – che le condizioni previste ridimensionano drasticamente il valore della polizza. La promessa di una tutela estesa, si scontra con massimali e franchigie che trasferiscono il rischio sul singolo lavoratore: scoperti significativi a carico dell’assicurato (ad esempio 20% per l’odontoiatria; 10% per i grandi interventi fino a 4.000 euro) e rimborsi dei ticket SSN molto contenuti (massimo 100 euro annui, con scoperto del 30% e minimo non rimborsabile). Nel caso di reali bisogni sanitari, soprattutto quelli più onerosi, la copertura risulta quindi parziale e insufficiente.

A conclusione della sua analisi Lonzar sostiene che, così come finanziata e strutturata, l’assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico offre risorse pro capite irrisorie, presenta coperture tecniche limitate, rafforza il mercato assicurativo privato senza incidere sulle criticità del sistema sanitario pubblico e per di più è finanziata attraverso tagli diretti al funzionamento delle scuole.

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