Un orco nato oltre le Alpi e poi girovago, sempre pronto ad approfittare di minori in giro per il mondo: è un francese di 79 anni, ex insegnante, accusato per avere realizzato decine di stupri e aggressioni sessuali aggravate su 89 minori, ma anche di avere ucciso negli anni Settanta e Novanta in modo brutale, asfissiandole, la madre e la zia.
Secondo una stima riportata dall’agenzia Ansa, “il numero di vittime sessuali, mietute tra il 1967 e il 2022 ai quattro angoli del pianeta, viene stabilito sulla base di scritti rinvenuti in una chiavetta Usb, una sorta di inventario dei giovani abusati in ”15 tomi molto densi” stilato dal predatore.
Il procuratore generale di Grenoble, Etienne Manteaux, ha reso pubbliche le sue generalità: Jacques Leveugle, nato nel 1946 ad Annecy, nelle Alpi francesi: mancherebbero infatti all’appello diverse vittime, che farebbero bene a manifestarsi prima della sentenza.
Sono circa 150 le persone che hanno già testimoniato dal 2022 ma i giudici invitano altre vittime a manifestarsi al più presto.
“Il tempo stringe”, ha fatto sapere Manteaux, ricordando l’età dell’imputato e la prescrizione che rischia di escludere le violenze perpetrate prima del 1993: “se delle vittime vogliono manifestarsi – ha detto il procuratore -, che lo facciano ora, perché nel 2026 bisognerà chiudere questo fascicolo giudiziario se vogliamo effettivamente condannarlo in tempi ragionevoli”.
Gli abusi sui minori, di un’età compresa tra i 13 e i 17 anni, sarebbero stati perpetrati non solo in Francia ma anche Germania, Svizzera, Portogallo Marocco, Niger, Algeria, Filippine, India, Colombia e Nuova-Caledonia per oltre 50 anni.
Leveugle ”ha percorso questi diversi Paesi radicandosi in ciascuno di essi, come sostegno scolastico o insegnante. Un modo di approcciare i giovani e avere relazioni sessuali”, precisa il procuratore, descrivendolo come un uomo ”’colto e carismatico”, che agiva attraverso la ”seduzione intellettuale” e “l’ironia”.
Egli, ha precisato, si vedeva ”come un greco antico volto alla formazione di giovani efebi”: a lanciare l’allarme, nel 2022, è stato il nipote, che ha scoperto la chiavetta degli orrori dello zio e l’ha consegnata al commissariato di Vizille (Isère): l’ex insegnante, senza precedenti giudiziari, è stato posto in detenzione provvisoria del febbraio 2024.
Sempre secondo l’agenzia Ansa, il comandante della sezione ricerche di Grenoble, Serge Procédès, lo ha definito ”un caso di scuola della serialità” criminale.
Leveugle ha, tra l’altro, riconosciuto di aver assassinato, asfissiandola con un cuscino, all’inizio degli anni Settanta, la madre malata terminale di cancro, poi la zia novantaduenne, negli anni Novanta, ricorrendo alla stessa tecnica: davanti agli inquirenti, che stanno portando avanti un’inchiesta distinta rispetto al caso degli abusi sui giovani, il 79enne ha detto di considerare ”legittimi” entrambi gli omicidi “considerato che lui stesso vorrebbe lo stesso trattamento se si dovesse trovare in situazione di fine vita”.