Home I lettori ci scrivono Il nuovo Ministro dell’Istruzione e la scuola azienda dell’autonomia

Il nuovo Ministro dell’Istruzione e la scuola azienda dell’autonomia

CONDIVIDI

Alle ore 19.15 del 21 febbraio 2014, dalla sala stampa del Quirinale, dopo una lunghissima attesa dall’inizio della consultazione con il Capo dello Stato, quasi tre ore, tanto che lo stesso Matteo Renzi ha dovuto inviare un tweet con scritto “arrivo, arrivo”, è stato comunicato anche il nome del nuovo Ministro dell’istruzione, università e ricerca, uno dei comparti più delicati nel settore statale.

Si tratta della senatrice, di scelta civica, Stefania Giannini, il giuramento è previsto per sabato 22. Lei è nota per aver presentato, come prima firmataria, un disegno di legge assegnato alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) in sede referente il 16 dicembre 2013, molto rilevante in tema di scuola, e che riguarda l’autonomia. Si parla di autonomia finalizzata a concorrere ad elevare il livello di competenza dei cittadini italiani. Si prevede l’autonomia statutaria, nel rispetto delle norme generali sull’istruzione. Si prevede il consiglio dell’autonomia, al quale possono partecipare anche esponenti di realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, il dirigente scolastico, con funzioni di gestione e di coordinamento, il consiglio dei docenti con le sue articolazioni: consigli di classe, commissioni e dipartimenti, ed il nucleo di autovalutazione.

Il nucleo di autovalutazione, come inteso nel citato disegno di legge, coinvolgendo gli operatori scolastici, gli studenti e le famiglie, predispone un rapporto annuale di autovalutazione, anche sulla base dei criteri, degli indicatori nazionali e degli altri strumenti di rilevazione forniti dall’Invalsi. Tale rapporto è assunto come parametro di riferimento per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa e del programma annuale delle attività, nonché della valutazione esterna della scuola realizzata secondo le modalità che saranno previste dallo sviluppo del sistema nazionale di valutazione. Il rapporto viene reso pubblico secondo modalità definite dal regolamento della scuola. Insomma questa è l’idea di scuola che ha il nuovo ministro, scuola azienda nella sua costituzione, che ben si pone in linea con il piano renziano, come già anticipato nel 2012 durante le primarie. Ma della senatrice, ora Ministro, si ricorda anche l’invito “a considerare la questione della crescente presenza nelle classi di alunni stranieri, non sempre con una solida conoscenza dell’italiano, che impone una maggiore attenzione alla qualità della didattica”.

Mentre in tema di scatti di anzianità ha auspicato, durante l’esercizio della sua attività parlamentare, “sul piano specifico, l’introduzione di meccanismi di valutazione finora del tutto assenti nel sistema italiano”, sarà mica la produttività? E competizione?