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19.10.2026

Intelligenza Artificiale a scuola, il 23 ottobre entra in vigore il Decreto Legislativo 179/2026: novità sulla formazione di studenti e docenti

Con l’emanazione del Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026), l’Italia adegua l’ordinamento nazionale al Regolamento europeo (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento introduce una disciplina organica per l’adozione e l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nel sistema scolastico, nell’orientamento e nella formazione degli adulti.

Studenti e cittadinanza digitale: l’IA nei curricoli e nelle materie STEAM

Le scuole del sistema nazionale di istruzione possono integrare l’apprendimento dell’IA nell’insegnamento dell’educazione civica, con l’obiettivo di sviluppare fin dal primo ciclo di istruzione competenze di cittadinanza digitale e un approccio critico, etico e responsabile.

Nell’ambito dell’autonomia scolastica e del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), gli istituti possono introdurre specifici moduli dedicati alle discipline STEAM (scienze, tecnologia, ingegneria, arte e matematica), fruibili anche attraverso i percorsi di formazione scuola-lavoro (PCTO). A supporto di queste novità:

  • Il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) aggiornerà le linee guida per le discipline STEM e le linee guida per l’orientamento.
  • Le Indicazioni Nazionali saranno revisionate per includere l’IA e l’IA generativa nei curricoli in chiave interdisciplinare, estendendosi anche al liceo scientifico a indirizzo sportivo e al liceo del Made in Italy.
  • Il Ministero del Lavoro parteciperà all’analisi dei fabbisogni professionali e delle competenze emergenti per un orientamento informato degli studenti.

Formazione dei docenti e degli studenti

Per il personale docente in ingresso e in servizio (compreso quello dei CPIA), è prevista una formazione obbligatoria regolata da un decreto del MIM da adottare entro novanta giorni. I percorsi formativi saranno mirati a:

  • Sviluppare competenze digitali avanzate, valutazione critica dei dati, tutela della privacy e sostenibilità digitale.
  • Progettare attività didattiche e sistemi di valutazione innovativi mediante l’integrazione dell’IA.
  • Fornire strumenti per identificare e mitigare rischi e distorsioni (bias) tecnologici.

Per gli studenti, gli interventi mirano a favorire la comprensione del funzionamento degli algoritmi, contrastare disinformazione, manipolazione e dipendenza tecnologica, riducendo il divario digitale e garantendo tutela agli studenti con bisogni educativi speciali (BES) o in condizioni di svantaggio socioeconomico. L’adozione delle piattaforme avverrà nel rispetto dell’autonomia scolastica.

Governance sul territorio: comitati etici e regolamenti scolastici

Per garantire una gestione trasparente e conforme, gli Uffici Scolastici Regionali (USR) possono promuovere l’istituzione di comitati tecnico-etici territoriali (senza compensi o emolumenti) costituiti tra reti di scuole. Tali comitati svolgeranno compiti di:

  1. Coordinamento pedagogico e supporto alla sperimentazione didattica.
  2. Monitoraggio sull’uso dell’IA nelle aule.
  3. Adeguamento del Patto educativo di corresponsabilità e del regolamento d’istituto, basandosi sul modello di codice etico predisposto dall’AgID.

Inoltre, le Regioni e le Province autonome potranno sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa locale per l’uso sicuro dei sistemi algoritmici.

Alfabetizzazione degli adulti: i CPIA e il raccordo con il mercato del lavoro

La riforma estende le sue misure oltre la scuola secondaria: i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) organizzeranno percorsi di alfabetizzazione sull’IA per gli adulti, volti a favorirne l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Questi percorsi utilizzeranno metodologie laboratoriali e strumenti basati su IA per offrire un apprendimento personalizzato in base ai ritmi dei singoli discenti. I CPIA potranno stipulare convenzioni con enti pubblici, privati e strutture accreditate. Infine, le competenze acquisite saranno integrate nei sistemi informativi nazionali del Ministero del Lavoro e nelle piattaforme nazionali di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

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