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La lavagna che dà il voto ai prof

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L’ordigno elettronico negli istituti superiori (highschool), come racconta Il Corriere della Sera, basandosi su una scuola di Toronto.
Al termine di ogni spiegazione gli studenti premono il tasto verde o quello rosso per palesare l’esigenza o meno di ulteriori delucidazioni, che è un modo per sbloccare i ragazzi e invogliarli a chiedere le spiegazioni, se si considera che da noi il meccanismo dell’interrompere con i “non ho capito” viene spesso interpretato come il segno di una difficoltà.
“Le richieste degli studenti giungano in forma non occasionale, affinché le informazioni siano utilizzate per ridefinire in tutto o in parte la proposta di apprendimento, funzionale alle esigenze degli allievi”.

Nel sistema scolastico canadese, inoltre, scrive sempre il Corriere, il passaggio di anno in anno non è regolato dall’età né da un profitto finale generale: vi è maggiore libertà di scelta delle materie ma in tutte bisognerà aver raggiunto risultati soddisfacenti. Gli studenti si spostano da un’aula all’altra per seguire le diverse lezioni, con compagni diversi ogni volta: si può frequentare il corso di francese del livello 10 e quello di storia del livello 11, per esempio.

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In un meccanismo come questo è interesse di tutti fare domande e non simulare di aver capito. Avendo corsi indirizzati a studenti di livello tendenzialmente omogeneo non vi sarà il rischio di frenare coloro che padroneggino quella materia. Saranno le prove intermedie a illustrare lo stato degli studenti, infatti solo quando si sarà superato lo step precedente si potrà accedere alla verifica successiva.

Il governo e le scuole non forniscono il registro ai docenti; invece forniscono i libri di testo a tutti gli studenti, e gli armadietti. Nelle scuole canadesi è vietato introdurre cellulari, è bandito, con metal detector.
Il pregio, la tecnologia delle lavagne interattive, lo porta nel nome e forse pure in quel pulsante nascosto che darebbe il voto al prof: ma c’è?