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Mobilità 2016, facciamo chiarezza sulle preferenze. Ma c’è chi teme un boom di reclami

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Restano poco più di 10 giorni alla scadenza della presentazione della domanda di mobilità delle fasi B, C e D: per quella centrale, la C, si rischia lo stillicidio.

Perché è una fase di mobilità nazionale e richiede l’inserimento di numerosissime preferenze: si tratta di inserire, infatti, sino a 100 preferenze di ambito. E in aggiunta a questo, altre 100 preferenze di provincia. Cerchiamo allora di fare chiarezza sulla scelta delle preferenze, in quanto c’è ancora un po’ di confusione.

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Per la fase B della mobilità, riferita ai docenti entrati in ruolo entro il 2014 che volessero richiedere trasferimento e/o passaggio interprovinciali, la richiesta degli ambiti può anche limitarsi ad un solo ambito o se, l’aspirante alla mobilità lo desiderasse, anche sino a 100 ambiti e 100 province. Tuttavia i docenti entrati in ruolo entro il 2014, che richiedono mobilità interprovinciale, hanno l’opportunità di ordinare la richiesta di tutte le scuole del primo ambito richiesto, partecipando su tale ambito alla titolarità su scuola, e solo a partire dal secondo ambito in poi partecipano alla mobilità su ambito territoriale.

Invece, i docenti che richiedono mobilità in fase C devono fare molta attenzione per quanto riguarda le preferenze: anche se non è obbligatorio richiedere tutte le 100 preferenze di ambito e le aggiuntive 100 preferenze di provincia, diventa più che necessario esprimerle. Infatti, qualora un docente limitasse la scelta a qualche ambito o di qualche provincia, senza completare tutte quelle richieste dal modulo on line preimpostato, avrebbe completate le preferenze in modo automatico.

Per cui, se si invia la domanda di mobilità della fase C incompleta nella scelta delle preferenze, dopo che la medesima verrà completata automaticamente con ambiti e province mancanti, per la ricerca della titolarità di ambito verranno prima visionati gli ambiti inseriti nella domanda nell’ordine indicato e poi le province nell’ordine indicato. Solo in ultima analisi, se non è stata ancora assegnata la titolarità, si scorreranno gli ambiti e le province inseriti in automatico.

 

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Dal Miur hanno specificato che se sono state espresse preferenze solo di ambiti territoriali, il sistema considera la catena di vicinanza a partire dal primo ambito indicato.

Se sono state invece espresse preferenze sia di ambiti territoriali sia di province, il sistema considera la catena di vicinanza sempre a partire dal primo ambito territoriale indicate.

Qualora siano sono state espresse solo preferenze di province, il sistema considera la catena di vicinanza a partire dalla prima provincia indicata, considerando la catena di vicinanza degli ambiti all’interno di ciascuna provincia a partire dall’ambito indicato dall’aspirante nella domanda.

Ci accingiamo a vivere quindi una procedura di mobilità assolutamente complessa. Come la gestione dei reclami della fase C. Perché, siccome si tratta di un movimento su base nazionale, è difficile comprendere se il punteggio attribuito al docente X dall’Ufficio scolastico di Caserta è stato controllato con la stessa solerzia e applicando la normativa allo stesso modo del punteggio attribuito al docente Y dall’ufficio scolastico di Reggio Calabria.

Più di qualcuno teme che i reclami della fase C sulla mobilità non trovino una semplice soluzione. E allora si dovrà ricorrere al giudice del lavoro. Ma almeno sarà facile capire, visto il movimento su scala nazionale, quale possa essere il Tribunale territorialmente competente.

 

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