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Per 200.000 studenti vacanze in… campagna

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Quest’anno i giovani delle superiori, al termine del secondo, terzo e quarto anno, avranno l’imbarazzo della scelta: andare al mare, in montagna, all’estero. Oppure in campagna, dove verranno coinvolti nella raccolta di frutta e verdura. Oltre che ad imparare i rudimenti della professione agricola. L’iniziativa è della Coldiretti, che in questi giorni ha fatto sapere che accoglierà 200.000 giovani dai 16 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi.

La formula è semplice: nel periodo dell’anno in cui la raccolta ha bisogno di un alto numero di partecipanti, viene chiesto agli studenti di sottoscrivere un vero e proprio contratto stagionale: saranno remunerati con dei ‘voucher’, i buoni lavoro che comprendono già la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali.
I potenziali candidati alla sottoscrizione dei contratti agricoli stagionali sono oltre un milione e mezzo di studenti: per loro l’esperienza in campagna potrebbe, inoltre, rappresentare l’opportunità di acquisire crediti formativi, derivanti da attività extra-didattiche formalmente riconosciute, da inserire nel curriculum da presentare alle commissioni di maturità, al termine del quinto anno.
L’estate si potrebbe quindi trasformare per gli studenti in un’inaspettata e importante esperienza, utile anche ad acquisire le base per una futura professione. I profili molto richiesti dal settore agricolo, del resto, sono diversi: le opportunità di lavoro – sottolinea la Coldiretti – si registrano per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.
L’associazione che rappresenta le aziende agricole ha anche aggiunto che malgrado la recessione economica e la riduzione generalizzata dei contratti di lavoro, negli ultimi mesi è tornata ad aumentare l’occupazione nelle campagne, dove è giovane addirittura un lavoratore dipendente su quattro. I numeri, del resto, parlano chiaro: secondo la Coldiretti nel 2010 si è verificato un aumento degli occupati in agricoltura dell’1,9%, a fronte del calo generale dello 0,7%“.
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