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Precari scuola: il M5S fa quadrato intorno ad Azzolina e rifiuta l’ipotesi del concorso per soli titoli

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Che sulla scuola il quadro politico sia grave è ormai un dato di fatto.
Ed è proprio dal M5S che arriva più di un indizio.
Solo così, infatti, si spiega quanto è avvenuto nella giornata odierna del 22 maggio.

Come viene segnalato dall’Ansa e anche da altre agenzie di stampa, quasi tutti i “pesi massimi” del Movimento sono intervenuti in vario modo a sostegno della posizione della ministra Lucia Azzolina sul tema dei concorsi e delle modalità di reclutamento.

“Essere insegnante è quanto di più importante e delicato – afferma il senatore 5S Danilo Toninelli – lo dico da padre di due figli. Per diventarlo serve un concorso selettivo, non solo per titoli. Non è il Movimento 5 Stelle a chiederlo, ma la Costituzione”.

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Altrettanto netta è la posizione del deputato Gianluca Vacca, capogruppo del M5S nella Commissione Cultura della Camera: “Solo la modalità concorsuale già avviata consentirà le assunzioni di docenti già a settembre, oltre a garantire il rispetto del dettato costituzionale e dei principi di qualità e merito. Non esistono alternative valide, per questo ribadiamo il nostro convinto no al reclutamento per titoli”.

“Le modalità sullo svolgimento del concorso straordinario sono state elaborate a dicembre 2019 e tutte le forze di maggioranza nel Decreto Istruzione avevano trovato la convergenza, anche sulla tipologia di prova da effettuare” osserva la deputata Vittoria Casa che aggiunge subito: “Certo non ci saremmo mai potuti aspettare di ritrovarci nel mezzo di una pandemia in grado di stravolgere i piani di tutti i settori del paese, scuola compresa. Ma questa situazione non può essere il motivo per avanzare richieste non in linea con quanto stabilito a dicembre. Un concorso per soli titoli, nella scuola secondaria, è quanto di meno equo si possa proporre”.

“Tutti vogliamo che i nostri figli vengano accompagnati negli anni della propria formazione da personale altamente qualificato” sottolinea la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone che aggiunge: “A questo punta il ministro Lucia Azzolina, che ringrazio, perché lavora con passione e determinazione per un vero rafforzamento della scuola italiana”.

Altrettanto perentoria è Laura Castelli, viceministra all’Economia: “Il nostro faro è garantire ai nostri figli una scuola di qualità. Il ministro Azzolina porta avanti un lavoro importante per garantire, anche nell’emergenza Covid, le competenze. I concorsi, che proseguono in tutta la PA garantiranno qualità e merito nella scuola”.

La posizione ufficiale del M5S

Nel blog del M5S si legge: “Il concorso straordinario riservato ai docenti precari con almeno 3 anni di attività alle spalle è previsto per agosto e permetterà di mettere in cattedra già a settembre 32 mila docenti. Dando loro stabilità e seguendo un principio imprescindibile: al ruolo di insegnante si accede attraverso una prova meritocratica, che preveda accanto alla valutazione dei titoli, un esame”.

“Non lo chiede il Movimento 5 Stelle – si legge ancora nel blog –  ma la Costituzione italiana relativamente all’accesso ai posti della pubblica amministrazione. Su questo punto non servono i compromessi al ribasso”.

E, mentre procedono i contatti fra i partiti di Governo per tentare di trovare una soluzione, sempre dal blog del Movimento arriva una proposta di mediazione: “Abbiamo dato piena disponibilità ad inserire una clausola che, nel caso in cui l’emergenza renda impossibile svolgere la prova, preveda comunque di avere gli insegnanti in aula a settembre posticipando la prova scritta. Una proposta di assoluto buonsenso. Eppure, continuano le pressioni dei partiti per non far svolgere alcun esame e procedere al concorso per soli titoli. E con loro i sindacati. Massimo rispetto per tutti, ma è il momento di guardarsi in faccia e trovare soluzioni che consentano di affermare il valore del merito come imprescindibile per il mondo della scuola e dell’insegnamento in particolare. Questa è la base per ogni tipo di dialogo e di confronto. No ai concorsi per soli titoli”.