Home Attualità Primo giorno di scuola del nuovo anno, in Campania slitta al 24...

Primo giorno di scuola del nuovo anno, in Campania slitta al 24 settembre

CONDIVIDI
webaccademia 2020

Le Regioni continuano a deliberare date d’inizio del nuovo anno scolastico non coincidenti rispetto a quelle accordate dagli stessi governatori con il ministero dell’Istruzione appena pochi giorni fa all’interno delle Linee Guida per il rientro a scuola: mentre nel Piano concordato con l’amministrazione è stato infatti previsto il il rientro per tutti gli alunni il prossimo 14 settembre, le indicazioni che scelte fatte dalle Giunte regionali sono diverse.

L’inizio diversificato ma vincolato

A Bolzano si riprenderà lunedì 7 settembrein Veneto quatto giorni dopo (l’11). Solo Lombardia, Lazio, Basilicata e Valle d’Aosta hanno indicato lunedì 14 settembre.

Altre regioni hanno prescelto date successive al 14 proposto dal MI. L’ultima è stata la Giunta regionale della Puglia, che il 2 luglio ha approvato il nuovo calendario scolastico indicando come data d’inizio giovedì 24 settembre. La decisione della Regione Puglia è comunque vincolata all’efficacia all’emanazione dell’ordinanza del ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole.

ICOTEA_19_dentro articolo

In Campania la decisione annunciata

Chi non dovrebbe sottostare al vincolo è invece la Campania. La quale ha fatto sapere che farà iniziere le scuole solo il 24 settembre: la decisione era stata del resto fatta intendere dal governatore Vincenzo De Luca (l’unico a non sottoscrivere l’accordo con il ministero sulle Linee Guida per il rientro a settembre). E anche anticipata dall’assessore regionale all’Istruzione, Politiche Sociali e Giovanili Lucia Fortini.

L’ufficialità di far tornare sui banchi gli alunni campani ben dieci giorni dopo rispetto agli allievi delle altre Regioni, è giunta il 4 luglio dopo il tavolo con i sindacati e le associazioni di genitori.

L’assessore campano: non è serio

“Una decisione – ha detto l’assessore- presa con rabbia ed amarezza ma non c’era altra possibilità. Aprire il 14, come ha suggerito la ministra, e poi chiudere per la preparazione dei seggi elettorali in vista del voto del 20 e 21 settembre, avrebbe significato mandare i ragazzi a scuola per non più di tre giorni, considerato che in tutti gli istituti l’inizio delle lezioni è sempre scaglionato tra le diverse classi. E questo non è serio, per i docenti, per gli studenti, per le famiglie”.

“Mai come quest’anno, che ha così profondamente ferito il mondo della scuola, il ritorno tra i banchi deve essere un momento solenne. L’istruzione è un diritto e dunque lo Stato ha il dovere di tutelarlo e di garantirne sempre l’esercizio. Anche prima delle elezioni”, ha concluso l’assessore campano.

Quello che non si comprende, francamente, è il nesso tra le elezioni amministrative e la scelta di privare gli alunni di 4-5 giorni di lezione (da lunedì 14 a venerdì 18 settembre), tra l’altro dopo il lungo periodo di stop delle attività didattica in presenza dovuto al lockdown.

Preparazione concorso ordinario inglese