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Prof utilizza male i canali informatici con gli studenti e rischia la sanzione

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L’utilizzo da parte dei docenti dei canali informatici per comunicare con gli studenti, deve essere saputo usare, altrimenti si può anche incorrere nel rischio di avere una sanzione disciplinare.

IL CASO DI UNA PROFESSORESSA INVADENTE CON I SOCIAL

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C’è stato segnalato un caso accaduto in una scuola secondaria di II grado, dove una docente ha insistito con un suo allievo di classe terminale, attraverso vari canali informatici, nel convincerlo ad aderire ad una manifestazione di carattere politico a ridosso delle elezioni del prossimo 4 marzo 2018. La docente in questo caso è entrata a gamba tesa nella vita privata del suo allievo, dando giudizi di merito non richiesti, e insistendo nel volere ottenere una risposta alle sue evidenti provocazioni. La discussione via e-mail e anche via chat, quando si è fatta pesante e più insistente, è diventata un problema per lo studente, che si è rivolto al dirigente della sua scuola per raccontare l’accaduto.

La domanda che l’alunno ha posto al suo Preside è: ”Può essere considerato normale ricevere, con una certa insistenza, messaggi dalla propria docente in cui si chiede all’alunno la partecipazione ad una manifestazione politica in vista delle prossime elezioni?”. Ovviamente il caso della professoressa invadente con i social, potrebbe anche comportare per la docente una sanzione disciplinare.

NORMATIVA SULL’UTILIZZO DEI SOCIAL NEI RAPPORTI TRA DOCENTE E STUDENTE?

Ai sensi dell’art.29 dell’ipotesi di CCNL scuola 2016/2018 riguardante la responsabilità disciplinare per il personale docente ed educativo, al comma 2 è disposto che occorre prevedere una specifica sanzione nel caso di condotte e comportamenti non coerenti, anche nell’uso dei canali sociali informatici, con le finalità della comunità educante, nei rapporti con gli studenti e le studentesse. In buona sostanza la docente del caso su esposto avrebbe valicato il limite consentito dal suo ruolo, utilizzando impropriamente i social e le chat private con il suo studente, spingendosi in una condotta non coerente con le finalità della scuola.