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Ritorno a scuola, il governo ora pensa al 7 gennaio: la data nel nuovo Dpcm [IL PUNTO]

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Sembra non avere portato frutti l’impegno espresso dal Movimento 5 Stelle e di Italia Viva di riaprire la scuola in presenza ovunque il prossimo 9 dicembre: secondo le agenzie di stampa di sabato 28 novembre, l’orientamento prevalente nel governo sembrerebbe infatti quello di far tornare gli studenti delle superiori, solo dopo la Befana, quindi giovedì 7 gennaio. Il nodo dei mezzi di trasporto pubblico insufficienti, evidentemente, rimane troppo grande.

Solo per le gli allievi della seconda e terza media, che in alta percentuale si recano a scuola a piedi, si profilerebbe un ritorno in classe nel corso della seconda decade di dicembre.

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La disposizione a breve

Il provvedimento potrebbe giungere a breve: dovrebbe essere contenuto nel nuovo Dpcm contenente le misure anti contagio da Covid che gli italiani adotteranno dal 4 dicembre in poi.

La nuova tendenza, che sposa la tesi della grande maggioranza delle regioni, è emersa nel corso del vertice di venerdì notte alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei capi delegazione.

Bonaccini: lo vogliono quasi tutte le regioni

Lo stesso governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, sino a qualche ora fa tra i favorevoli al ritorno in classe il 9 dicembre, sembra essersi ricreduto.

“Penso che si aprirà ai primi di gennaio perché la quasi totalità delle regioni preferisce così. La cosa che a me interessa non è qualche settimana in più o in meno, a me interessa che al più presto i nostri ragazzi, gli studenti, tornino a scuola”, ha detto Bonaccini intervenendo al Tgr regionale.

L’orientamento è chiaro

Sia ben chiaro: come già scritto dalla Tecnica della Scuola, premier e capi-delegazione della maggioranza non hanno ancora preso una decisione. “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, hanno spiegato dal governo. Ma la tendenza appare chiara.

“Fonti dei diversi partiti di maggioranza – scrivono ancora le agenzie – confermano che i ragazzi delle superiori dovrebbero tornare in classe solo all’inizio del nuovo anno, mentre a dicembre proseguirebbe per loro la didattica a distanza anche nelle zone gialle”.

La parola d’ordine è “cautela”. Perchè, spiega un altro parlamentare della maggioranza, “la curva si è raffreddata e nei prossimi giorni si andrà sotto l’1, per metà dicembre è probabile che tutta Italia sia gialla. Ma non possiamo riaprire a Natale e Capodanno con il rischio di dover richiudere di nuovo a febbraio a causa di una terza ondata”

Morale: per gli studenti delle superiori si continuerà con la DaD fino alle vacanze di Natale.

Solo per gli allievi dei gradi inferiori (ma non nelle zone più a rischio) si pensa quindi ad un ritorno in presenza anticipato nelle aule scolastiche.

Il ragionamento del governo

“Aprire a dicembre – è il ragionamento che sta prevalendo nella maggioranza di governo – vorrebbe dire portare i ragazzi in classe una o due settimane al massimo prima di richiudere a Natale: meglio fissare fin d’ora l’orizzonte di gennaio”.

Una tesi, quella di far tornare due milioni e mezzo di studenti solo per una decina di giorni prima di Natale in emergenza Covid tutt’altro che superata, che sempre dalla Tecnica della Scuola era stata bene evidenziata, anche in diretta video.