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Scambi dei docenti, sindacati collusi? I Partigiani della Scuola Pubblica dicano chi sono

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Nella mattinata del 1° novembre i Partigiani della Scuola Pubblica inviano al nostro vicedirettore Reginaldo Palermo un comunicato stampa sullo scambio di docenti tra scuole in Calabria.

Il vicedirettore confeziona immediatamente un articolo, nel quale fa rilevare la gravità della denuncia dei Partigiani, che parlano esplicitamente di “collusione di alcune sigle sindacali che, annoverando tra i propri iscritti anche Dirigenti Scolastici, non tutelano i docenti e non forniscono loro alcuna soluzione, invitandoli addirittura alla rassegnazione”.

Nel nostro articolo non si parla certo di “elogi” dei PSP nei confronti dell’ANP, ma nella stessa serata giungono delle lamentele di questo tenere dagli stessi Partigiani. Lamentele delle quali non si comprende francamente bene il senso, poiché nell’articolo non era stata presa alcuna posizione ma solo riportata la presa di posizione dei PsP ed esplicitata la richiesta ai “futuri legislatori” di adottare “un intervento radicale in direzione contraria” a certe pratiche.

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Quanto al fatto la situazione fosse già stata segnalata e presa in carico dalla Flc-Cgil di Reggio Calabria, ne prendiamo atto e restiamo in attesa degli eventuali sviluppi.

Infine, se i PSP avessero segnalato questo dato – la primogenitura del caso appartenente al sindacato confederale – già nel comunicato pervenuto la mattina del 1° novembre, non avremmo avuto nessuna difficoltà a darne notizia e ad evidenziarlo: in tal modo, si sarebbe evitato di coinvolgere tutti i sindacati scuola in una accusa di collusione che, secondo i PSP, riguarderebbe invece solo alcune sigle.  Di cui, a questo punto, sarebbe bene conoscere il nome.