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Si guarda al modello di scuola finlandese ma ai salari no!

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Nel profilo facebook del sottosegretario al Miur Davide Faraone c’è un immancabile hashtag: #5 Diario di viaggio finlandese. Dentro “la fabbrica dell’apprendimento”.

Questo rappresenta il simbolo di una modernità digitale che si basa sulla estrema sintesi tralasciando la vera analisi di un problema, che vuole comunicare la dinamicità del cambiamento della scuola italiana voluta dal partito democratico.
In buona sostanza si guarda al modello di scuola finlandese ma per i salari no! L’On. Faraone definisce il sistema d’istruzione finlandese un sistema realmente autonomo,  un sistema che si mette in continua discussione per migliorarsi sempre più, scomponendosi e ricomponendosi in nuovi equilibri.

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I finlandesi, continua il sottosegretario del Miur Davide Faraone, sono abituati a pensare che non si sia mai arrivati a risultati definitivi, ma che ci si debba sempre pensare in maniera diversa. Così come sono educati a pensare i singoli studenti.
Per Faraone la legge 107/2015 è il primo passo per avvicinarci al modello della scuola finlandese, icona dell’inclusione e dell’autonomia. Le scuole finlandesi si preoccupano poco di compiti e interrogazioni. Hanno un solo obiettivo: sviluppare le competenze dei ragazzi, aiutarli a raggiungere i propri scopi.
Per Faraone anche le scuole italiane dovrebbero evitare l’eccesso di interrogazioni e di compiti, proponendo una scuola a tempo pieno in cui i ragazzi svolgono i compiti a scuola con gli insegnanti. Il sottosegretario al Miur pensa che nella scuola italiana si gioca a guardia e ladri, dove il ruolo delle guardie sarebbe ricoperto dagli esigenti docenti e quello dei ladri dagli impauriti studenti.

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Secondo Faraone la scuola italiana non sarebbe in grado di responsabilizzare gli alunni, mentre quella finlandese è una fabbrica di apprendimento plurale e a più livelli.
Sempre per Faraone le nostre scuole sono vecchie non solo nell’edilizia ma anche nell’organizzazione didattica, mentre quelle finlandesi sono luoghi della cultura, non solo dell’istruzione, ed inoltre rimangono aperte fino alle 10 di sera.
In questo “Diario di viaggio finlandese” il sottosegretario Faraone vede la scuola del Paese di Babbo Natale come un vero e proprio modello da adottare pure in Italia.

Visto che stiamo parlando del Paese di Babbo Natale è utile fare osservare al buon Faraone che bisognerebbe chiedere il dono di adeguare gli stipendi dei docenti italiani a quello degli insegnanti finlandesi che prendono una paga iniziale di 2500 € per terminare la carriera con un assegno mensile superiore a 4000 €.
Ma gli insegnanti della scuola italiana che non giocano a guardia e ladri con i propri alunni, come vorrebbe fare credere l’On. Faraone, ma che sono fortemente impegnati a preparare lezioni e verifiche, a correggere compiti, a partecipare a Collegi, Consigli di classe, ai colloqui scuola famiglia, a fare le loro lezioni, a formarsi e auto aggiornarsi, prendono una paga in media di 1500 € e mandano a dire al loro sottosegretario che ama tanto la Finlandia: “ Ma chi siamo noi docenti? Babbo Natale?”.
Forse bisognerebbe orgogliosamente ricordare che noi italiani siamo coloro che con la scuola gentiliana siamo stati invidiati da tutto il mondo e non abbiamo bisogno dei finlandesi per fare una nostra grande scuola.

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