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Sicurezza: Cittadinanzattiva chiede fondi e l’applicazione della legge 626/94

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“E’ fondamentale che l’ultima scadenza per l’adeguamento della scuole alla legge 626/94 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, prevista per giugno del prossimo anno, non sia prorogata: ogni giorno oltre 10 milioni di persone che studiano e lavorano nelle scuole italiane corrono rischi più o meno rilevanti”. L’allarme è stato lanciato da Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, l’associazione promotrice della terza Giornata nazionale “La scuola di sicurezza”, che si è svolta il 24 novembre in tutta Italia.
L’iniziativa promossa dalla Scuola di Cittadinanzattiva – in collaborazione con il dipartimento della Protezione civile, con il patrocinio del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del segretariato sociale della Rai, sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica – ha visto studenti, docenti e cittadini impegnati sul tema della sicurezza con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, come prove di evacuazione, simulazioni di scosse sismiche e molto altro. Sono state 10.000 le scuole, 112.000 le classi e 2 milioni e mezzo gli studenti coinvolti.
“La proroga dell’adeguamento alla legge 626/94 – dichiara Petrangolini – perpetua situazioni gravi come la mancanza, per circa il 53% degli edifici scolastici, del certificato di agibilità statica, per il 52% del certificato di agibilità igienico-sanitaria, per il 64% di quello di prevenzione incendi. Si tratta di dati decisamente preoccupanti se si tiene conto che il 45% delle scuole monitorate è situato in zone a rischio sismico e il 13% in zone a rischio idrogeologico”.
Cittadinanzattiva chiede quindi un segnale forte a favore dell’edilizia scolastica per l’immediato futuro: “chiediamo – conclude il segretario – che sia previsto in Finanziaria la costituzione di un Fondo per l’edilizia scolastica con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro al fine di avviare un programma pluriennale di interventi per la messa in sicurezza delle scuole”.
Secondo i dati forniti dall’associazione, in linea con i risultati dell’indagine “Impararesicuri” realizzata il mese scorso su 382 plessi in 13 regioni, ad oggi in Italia una scuola su dieci è poco sicura ed un quarto non raggiunge la piena sufficienza, il 53% degli edifici sarebbe privo del certificato di agibilità statica, il 52% del certificato di agibilità igienico-sanitaria, il 64% di quello di prevenzione incendi. Quasi il 14% delle scuole monitorate non ha nessuno dei tre certificati.
Dati preoccupanti se si tiene conto che il 45% delle scuole monitorate è situato in zone a rischio sismico e il 13% in zone a rischio idrogeologico. Le uscite di emergenza sono assenti nel 17% dei casi o ostruite nel 43%, le scale di sicurezza assenti per il 27% delle scuole o destinate solo ad alcune parti dell’edificio nel 15% di esse. Risultano, infine, lesioni strutturali sulla facciata interna o esterna nel 25% o crolli di intonaco nel 41%.
La questione si sta spostando nelle aule parlamentari: nei giorni scorsi Marida Bolognesi (Ds) e Maria Burani Procaccini (Fi) hanno presentato una mozione bipartisan ai ministri dell’Istruzione, della Sanità e del Welfare. Scopo della mozione è promuovere, in accordo con la Conferenza Stato-Regioni, programmi di informazione, formazione e monitoraggio sui temi della sicurezza in generale, a livello nazionale, regionale e locale rivolto agli studenti e al personale della scuola, nonché campagne di sensibilizzazione.
 
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