“Anche in Sicilia, un po’ come dovunque in Italia, ci sono tantissimi giovani che mi stanno seguendo. La cosa mi rende ancora più fiducioso del fatto che Futuro Nazionale rappresenti una speranza per tutti quanti. I giovani mi seguono perché forse cercano un futuro diverso, quindi evidentemente il nostro movimento politico sta dando loro questa speranza. La Sicilia è la regione più grande dell’Italia ed è la regione che, più di ogni altro posto, esprime quelle che sono le difficoltà di questa nazione”. L’ha detto Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.
In una sala congressi pienissima di giovanissimi e di simpatizzanti, parlando con i giornalisti a margine di un incontro con i sostenitori del suo movimento, organizzato all’hotel Astoria di Palermo, l’ex generale leghista ha detto che “quest’isola ha dei grandissimi problemi legati alla sicurezza, alle infrastrutture, al lavoro, alla scuola, alla ricerca e all’immigrazione: questi sono i temi che, guarda caso, Futuro Nazionale sta affrontando più di ogni altro partito. Probabilmente il nostro movimento è anche, da un punto di vista sociale, l’unica novità politica del panorama italiano negli ultimi quindici anni. Ecco perché i siciliani sono così curiosi”.
Affrontando “il tema della percezione e dell’orientamento sessuale”, Vannacci ha dichiarato che “ognuno può fare quello che vuole e può sentirsi come vuole, però questo sentimento, che è strettamente personale, non può incidere su quella che è la realtà. Da quando in qua un gusto sessuale incide sul panorama dei diritti? Se io esprimo uno specifico orientamento sessuale, non è che questa mia predilezione dovrebbe dar luogo a uno specifico diritto”.
“Quali sarebbero – ha proseguito – i diritti che vengono negati a queste persone che hanno orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità? Mi risulta che, se vanno in ospedale, vengono curati. Mi risulta che, se vanno a scuola, vengono istruiti, che se prendono una macchina e girano per le strade, non viene loro impedito di farlo. Parliamo dell’adozione di figli? No, mi dispiace, la genitorialità non è mai stata un diritto, ma sicuramente prevale invece il diritto di qualsiasi bambino ad avere un padre e una madre“, ha concluso Vannacci.