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Smart working e concorsi, la ministra della Pa Dadone in audizione alla Camera

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La ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, è intervenuta in Commissione Affari costituzionali alla Camera spiegando come il lavoro agile sia stato lo strumento per tutelare la salute pubblica: “Le contingenze ci hanno imposto una drastica sterzata raggiungendo in poche settimane in linea generale circa l’85% di lavoratori in smart working”.

La ministra ha ribadito che l’obiettivo è “arrivare, una volta usciti dall’emergenza, a mantenere lo smart working stabile al 30%”.

Dadone ha anche ricordato che per la Pubblica amministrazione la cosiddetta fase 2 “non implica una grande differenza rispetto alla fase precedente, proprio perché la Pubblica amminisrazione non ha avuto un lockdown ma ha proseguito il suo lavoro in modo diverso”.

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Sui concorsi, invece, la ministra Dadone afferma che “non possiamo permettere che la selezione e il reclutamento del personale pubblico siano ulteriormente ritardati dalla crisi epidemiologica e nel passaggio tra la fase del lock down e quella transitoria successiva. Per questa ragione stiamo provvedendo a impostare un percorso concorsuale snello e semplificato per far fronte alle uscite anticipate di Quota 100 ma anche al ritardo nella rigenerazione dell’impiego pubblico dovuto al blocco del turn over, al taglio delle spese per la formazione e al blocco generalizzato delle assunzioni che abbiamo subito nei dieci anni precedenti al presente Governo”.

Per Dadone “il destino ha alzato l’asticella, non possiamo fare altro che spingerci più in alto per riuscire a superarla, anche nella necessaria e ormai non più rinviabile stagione concorsuale. Pertanto – spiega – la misura, che si intende applicare in via derogatoria avrà durata fino al 31 dicembre 2020, permetterà di svolgere le procedure concorsuali attraverso un massiccio ricorso all’utilizzo degli strumenti digitali, decentrandole in più sedi con lo scopo di evitare, stante le misure di contenimento per il Covid19, lo spostamento dei candidati. In tal modo si supereranno le problematiche relative al rischio di contagio e al tempo stesso si permetteranno prove veloci e digitalizzate, fermi restando i principi di trasparenza, imparzialità e buona amministrazione”, conclude.

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