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Sospensione concorso DS in Calabria: è una questione di fumus boni iuris

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Il caso Lombardia è stato in questi giorni sotto le luci della ribalta per il semplice motivo che la sospensione del concorso ha prodotto un ricorso elevatissimo di reggenze di dirigenti scolastici, mentre in Calabria a causa di un corposissimo dimensionamento scolastico, i 108 posti che sarebbero dovuti essere dei vincitori del contestato concorso si sono ridotti a zero. 
È quindi il caso di accendere una luce anche sulla situazione problematica del concorso Ds in Calabria. Infatti anche in Calabria l’accoglimento dell’istanza cautelare, da parte del Consiglio di Stato, considerata la rilevanza giuridica delle argomentazioni, rappresenta un caso di assoluta gravità. La posta in palio è alta e quindi si sono subito create le fazioni pro espletamento finale del concorso e pro annullamento del concorso.
 Il Consiglio di Stato, nella camera di consiglio dello scorso 11 settembre, ha accolto l’istanza cautelare proposta da una aspirante dirigente scolastica non ammessa alla prova scritta del concorso a Ds bandito con D.D.G. del 13 luglio 2011 svolto a Catanzaro, contro il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e l’Ufficio scolastico tegionale per la Calabria, ribaltando completamente la posizione assunta dal Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, che invece con ordinanza del 22 giugno 2012 aveva invece rigettato l’stanza cautelare. La strada delle ultime procedure di carattere burocratico per ultimare l’espletamento concorsuale, si fa veramente in salita. Adesso tocca all’USR Calabria scegliere se ignorare l’ordinanza di sospensione di queste procedure, oppure adeguarsi suo malgrado, come consigliato dal Consiglio di Stato, nell’ eseguire tale ordinanza. 
Ricordiamo, per ragioni di cronaca, che il Consiglio di Stato, con ordinanza della Sesta sezione ha infatti precisato che "l’appello presenta apprezzabili profili di fumus boni iuris, con riferimento al motivo di ricorso concernente il ruolo del presidente della commissione esaminatrice e già presidente del corso di perfezionamento per dirigenti scolastici, frequentato anche da dirigenti con funzioni vicarie poi ammessi al concorso". Ha perciò accolto, ritenendola meritevole di accoglimento, l’istanza cautelare proposta dall’appellante, nella sua interezza e, così, anche in relazione agli atti presupposti, conseguenziali e successivi al provvedimento dell’Ufficio scolastico regionale con cui è stato pubblicato l’elenco degli ammessi alla prova orale. Ha disposto, per questo, la trasmissione degli atti al Tar della Calabria, perché provveda alla sollecita fissazione di udienza per la trattazione del merito. 
Come dicevamo non esiste solo il parere dei ricorrenti che proteggono le loro legittime aspettative dietro il paravento del fumus boni iuri, esiste anche un comitato dei vincitori di questo concorso che, sostenendo la piena legittimità di tutto l’iter concorsuale, chiedono a viva voce l’attivazione dei percorsi di formazione per i vincitori, propedeutici all’immissione in ruolo, la procedura dell’apertura delle graduatorie interregionali, nella percentuale e con le modalità espresse dalla legge. Adesso è tempo di decisioni: la politica dovrà decidere cosa fare di questo concorso e quindi se dare ascolto all’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato, o se procedere ad espletare quanto previsto dal bando concorsuale e la giustizia amministrativa dovrà entrare nel merito e stabilire se i motivi che hanno condotto alla sospensione sono reali o pura fantasia di chi non è stato ammesso alle prove orali.

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