Ogni anno la scuola rincorre parole d’ordine nuove: digitalizzazione, innovazione, competenze. Ma spesso resta un dettaglio fuori dall’inquadratura: gli studenti non imparano meglio perché cambiano le sigle, ma perché cambia ciò che fanno. Troppe volte la tecnologia viene presentata come la soluzione, salvo poi rivelarsi un guscio vuoto, distante dalle reali dinamiche di classe. La sfida non è avere dispositivi più moderni, ma attività che permettano di capire, manipolare, esplorare. Solo così la tecnologia smette di essere spettacolo e torna a essere apprendimento autentico. VAI AL CORSO
In un momento in cui la scuola si interroga su come rendere l’apprendimento più attivo, concreto e significativo, cresce l’esigenza di strumenti che uniscano tecnologia, creatività e riflessione. I laboratori STEAM – dove scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica si incontrano – offrono una risposta possibile, purché restino alla portata di tutti: anche di chi non ha competenze tecniche avanzate o grandi risorse materiali. La chiave? Tornare al fare, al costruire, al progettare insieme.
Il making a scuola non è semplice manualità, ma un modo per dare forma concreta ai concetti, trasformando idee in oggetti e problemi in soluzioni. Quando gli studenti costruiscono, programmano o assemblano, sviluppano capacità di analisi, collaborazione e autonomia. Ogni errore diventa occasione di apprendimento e ogni prototipo un racconto visibile del pensiero che si evolve. È una didattica che restituisce centralità al processo e non solo al prodotto finale.
L’intelligenza artificiale entra nelle classi in forme semplici e controllabili, che non dipendono dal cloud e non richiedono infrastrutture complesse. Si parla di “AI leggera”: piccoli modelli locali addestrabili in classe, capaci di riconoscere un gesto o una voce per attivare un sensore o un motore. Questa modalità favorisce un approccio consapevole e critico alla tecnologia, mostrando agli studenti come l’AI possa essere compresa, sperimentata e gestita in modo etico e trasparente.
Un’attività STEAM ben progettata non si limita alle discipline tecnico-scientifiche: può intrecciarsi con lettere, arte, lingue, educazione civica. L’importante è la personalizzazione, resa possibile da format modulari e da una progettazione attenta ai diversi livelli di competenza e accessibilità. Varianti unplugged, materiali poveri, codici colore e rubriche di valutazione formative permettono di coinvolgere tutti, valorizzando la diversità come risorsa.
Su questi argomenti il corso Steam-box: il laboratorio Steam in valigetta, a cura di Michele Maffucci, in programma dal 18 novembre.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
Gestire la scuola mese per mese (e-learning)
Progettare lezioni efficaci nella scuola secondaria di 1 e 2 grado
Come stimolare il cervello degli studenti
Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema
Dop: strategie di intervento in classe
Italiano e matematica nella primaria: come consolidare le strutture di base