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Supplenti Covid, migliaia ancora senza stipendio: un preside s’inventa il prestito d’onore. Il sindacato plaude, ma è uno scandalo

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Una parte non indifferente dei 70 mila docenti e Ata Covid continua a ricevere lo stipendio con difficoltà. Per molti di loro (fuori sede) il problema è serio, perché devono affrontare spese per le locazioni, le utenze e i viaggi. Il problema sembrava dovesse rivolgersi col finire del 2020. Ma è andata così solo per alcuni. Un dirigente scolastico di un istituto di Valenza, in provincia di Alessandria, ha così deciso di anticipare una fetta di stipendio ai suoi insegnanti e Ata aggiunti in organico con i soldi della scuola.

Il preside: è inammissibile

“È noto – ha scritto in nota Maurizio Primo Carandini, a capo dell’istituto comprensivo Valenza “A” – che i supplenti e i collaboratori assunti dalle scuole con contratto Covid non hanno percepito ancora lo stipendio e ciò non è ammissibile”.

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Il preside ha così introdotto “il progetto ‘Prestito d’onore’”, che consiste in “un bonifico sul loro conto corrente di un importo minimo di 200 euro”.

I soldi prestati verranno restituiti alla scuola, “non appena il lavoratore avrà percepito lo stipendio”.

Secondo il dirigente scolastico “si tratta di un piccolo segno di solidarietà per donne e uomini, lavoratrici e lavoratori che prestano la loro opera presso la nostra scuola”, ha concluso anticipando che dal venerdì 8 gennaio “si provvederà ad erogare il piccolo prestito”.

NoiPA: contratti in pagamento da metà dicembre

Stiamo parlando dei contratti stipulati ai sensi degli artt. 231 bis e 235 del D.L 34/2020, per i quali esattamente un mese fa NoiPA ha fatto sapere che erano stati elaborati 19.600 e, parallelamente, sono state avviate le operazioni di verifica dell’assegnazione delle risorse sul sistema della Ragioneria Generale dello Stato.

Sempre il sistema NoiPA ha evidenziato che nell’emissione prevista per la giornata di lunedì 14 dicembre, ne sarebbero stati acquisiti altri ancora (ma evidentemente non tutti), “al fine di garantirne il pagamento entro la fine del mese di dicembre”.

Il sindacato: pronti a diffida e messa in mora

Il sindacato plaude all’iniziativa, ma mastica amaro. Ancora oggi, conferma l’Anief, gli stipendi del personale Covid vengono “corrisposti a singhiozzo”, ma permane anche “un taglio importante dello stipendio a causa del mancato riconoscimento della retribuzione professionale docenti e del compenso individuale accessorio al personale Ata, pari a 174,50 euro lordi al mese per i docenti e a 64,50 euro lordi per il personale Ata.

“Non siamo disposti ad attendere oltre che si risolva questo scandalo”, ha detto Marco Giordano, presidente regionale Anief Piemonte.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “assegnare lo stipendio in ritardo e con le voci accessorie tagliate è un comportamento inaccettabile. In questo modo si va a infierire sulle già modeste condizioni economiche dei docenti e Ata, spesso in servizio lontani dalle loro residenze. Il diritto allo stipendio non può essere elemosinato”.

“Il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori – ha concluso il sindacalista – sarà da noi affrontato con una procedura di diffida e messa in mora”.