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Test sierologici per docenti, Ata e presidi a fine agosto: a Roma si faranno nelle palestre

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Si accavallano le iniziative per la ripresa in sicurezza delle lezioni a settembre. Uno dei passaggi centrali è verificare, prima della riapertura delle scuole, se studenti e personale – docenti, Ata e presidi – non siano affetti da Coronavirus. Per farlo, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha confermato nei giorni scorsi di avere provveduto ad emanare la procedura pubblica europea per l’acquisto di due milioni di test sierologici.

Il test sarà, su base volontaria, per tutti i docenti, dirigenti scolastici e gli Ata. Mentre per gli alunni l’esame del sangue si svolgerà a “campione”.

Il Lazio ha deliberato

Intanto, però, anche gli enti locali su muovo sulla stessa direttiva: il Lazio è stata la prima regione che ha deliberato la somministrazione al personale scolastico i test sierologici.

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E adesso si muovono anche i singoli Municipi dei grandi centri. “Tremila test sierologici CoVid 19 saranno messi a disposizione degli insegnanti e di tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola nel II Municipio”, hanno annunciato in una nota Francesca del Bello e l’assessore alle politiche educative Emanuele Gisci, esprimendo “un particolare ringraziamento alla Regione Lazio e all’Asl Roma 1 per questa opportunità”.

Serve la volontarietà

I test saranno somministrati tra fine agosto e inizio settembre nelle palestre di alcune scuole: gli assessori romani confermano che per somministrare il test è indispensabile la volontarietà del personale interessato.

“Non c’è un obbligo di legge ma riteniamo che questa operazione di prevenzione sia molto importante per la sicurezza nelle nostre scuole – riprendono Del Bello e Gisci – e ci aspettiamo che gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado richiedano volontariamente di partecipare al test“.

In questo modo, concludono la presidente e l’assessore, “si avrà una fotografia chiara delle persone che nella comunità scolastica sono venute in contatto con il virus e si potranno conoscere eventuali casi asintomatici positivi al coronavirus. Ci auguriamo che ogni territorio possa avere questa opportunità per un ritorno a scuola in massima sicurezza per tutti e tutte”.

Il problema della sicurezza, tuttavia, comporta anche il coinvolgimento degli alunni: perchè non si parla anche di test per gli allievi, ammesso che loro e le famiglie diano sempre l’assenso?

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