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Turi (Uil Scuola) su Bianchi, contratto e mobilità [INTERVISTA]

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Intervistiamo il Segretario Generale della Uil Rua Pino Turi sull’attuale momento politico-sindacale. Da poco si è insediato il nuovo Ministro dell’Istruzione, il Prof. Patrizio Bianchi, un ministro tecnico voluto dal Presidente Mario Draghi. Si registra la soddisfazione del Segretario Generale della Uil Rua per la ripresa delle relazioni sindacali con il MI  relazioni ridotte ai minimi termini con la Ministra On. Lucia Azzolina. Si passa poi al Contratto che è un appuntamento che vedrà nei prossimi mesi impegnati i Sindacati all’Aran, una vertenza che si preannuncia in salita in considerazione delle risorse stanziate nella legge di bilancio 2021 del tutto insufficienti. 

Inoltre si solleva il problema dell’apertura del nuovo anno scolastico 2021/22, bisogna farsi trovare preparati per tempo a differenza di quanto è  successo lo scorso anno, quindi si passa alla mobilità e al nodo ancora da sciogliere nei prossimi giorni sul superamento dei vincoli imposti alla mobilità di docenti e DSGA.

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Segretario Turi, con il Ministro Patrizio Bianchi si ritorna al confronto con i Sindacati di Comparto, praticamente inesistente durante la gestione dell’On. Azzolina. Quali sono i problemi posti dalla Uil RUA al nuovo Ministro?


Si. Il Ministro Bianchi mostra di voler riprendere il dialogo con i sindacati che con il Ministro Azzolina era completamente assente. Si tratta di culture politiche diverse. Il ministro Azzolina ha un’idea sovranista per cui ritenendo che il bene del paese sia interpretato dal ministro, sostanzialmente ha svolto un’azione di disintermediazione cercando il contatto diretto, utilizzando anche i social, attraverso cui è stata anche eletta. La cultura politica del ministro Bianchi è di altra natura e la sua vita politica lo dimostra ha condiviso ed ottenuto risultati con il dialogo e il confronto con i sindacati, ciò gli ha consentito la ricostruzione dopo il grave terremoto che colpì l’Emilia Romagna. 

Contratto Scuola ormai scaduto da oltre due anni, ci sono margini per un recupero di risorse economiche rispetto a quelle già stanziate dalla legge di bilancio, per sottoscrivere un “contratto di risarcimento” per docenti e ATA ?


I Contratti pongono all’attenzione delle parti problemi concreti e condizioni di realtà e di sviluppo delle relazioni sindacali e delle tutele dei diritti giuridici ed economici del personale. Siamo in una fase in cui lo sviluppo passa attraverso il recupero di ricchezza del paese. Si tratta di un obiettivo che non  può essere raggiunto senza consistenti investimenti nel settore pubblico. La pandemia ha evidenziato gli squilibri e messo in evidenza le contraddizioni di una politica neo liberista che sta impoverendo i lavoratori ed arricchendo frange sempre più ristette di popolazione. Aumentano le disuguaglianze che possono essere superate solo con politiche Keynesiane e forse non basteranno neanche queste. La Uil scuola e la UIL sono sempre pronte alla mobilitazione per sostenere le proprie rivendicazioni a favore dei lavoratori.
Certamente l’apertura del Contratto non può essere solo formale, ma sostanziale, a partire dalla garanzia dell’elemento perequativo che non può essere assorbito dai nuovi aumenti contrattuali.

Secondo Lei, quali sono i provvedimenti da mettere in campo per una ripresa della scuola in presenza e in sicurezza?


Lo abbiamo detto e ridetto, servono presidi sanitari nelle scuole e impostare un sistema di medicina di base che sarà utile anche dopo la pandemia. Il tracciamento e la profilassi la fanno i medici e non i lavoratori della scuola a cui è stato assegnato questo compito che, come è evidente, non poteva certo portare risultati.
Ovviamente parliamo dell’emergenza immediata, ma non dimentichiamo l’appuntamento del 1° settembre in cui tutti i docenti e gli ATA, devono essere al loro posto e nelle loro classi, magari ridotte nel numero: il vero problema ancora inevaso. Per questo abbiamo anche proposto di agire su organici triennali per consentire la programmazione, la continuità didattica e le assunzioni in pianta stabile del personale.

Mobilità 2021/22, sappiamo che bisogna ancora sciogliere il nodo del blocco quinquennale dei trasferimenti per docenti e DSGA, qual è il punto della situazione?


Negli incontri siamo stati chiari, quel blocco va levato e si può realizzare in due modi, o con una norma di legge o modificando il contratto che ha il potere giuridico di cambiare anche le norme di legge precedenti.
Noi non siamo innamorati dello strumento che riteniamo sia il Contratto, ma ci concentreremo sull’obiettivo. Siamo in attesa di una convocazione per sapere come il ministro intende risolvere il problema che, tra l’altro, è un ostacolo al normale avvio dell’anno scolastico. Noi siamo pronti a modificare il CCNI anche per dare riscontro ai c.d. ingabbiati a cui vanno date risposte. Se la scelta sarà legislativa chiederemo di sottoscrivere un impegno per realizzare lo stesso fine: modificare i Contratti della mobilità sia di comparto che della dirigenza.