Home Archivio storico 1998-2013 Indicazioni nazionali Ugl: contro le morti bianche entri in campo la scuola

Ugl: contro le morti bianche entri in campo la scuola

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Se si vuole sperare in una radicale riduzione degli infortuni sul lavoro deve essere il mondo della scuola a farsi carico della diffusione di una nuova cultura della sicurezza. Ne è convinto il segretario confederale dell’Ugl, Nazzareno Mollicone: “la lotta agli infortuni nel nostro paese deve restare un imperativo costante. La riduzione degli incidenti non deve indurre a un calo di attenzione“. Secondo il sindacalista dell’Ugl “bisogna continuare a intensificare i controlli affinché le norme siano applicate, senza deroghe, e insistere per una sempre maggiore formazione e informazione. Non solo per aumentare la tutela dei lavoratori di oggi, ma anche guardando ai lavoratori e ai datori di lavoro del domani. E la scuola rappresenta in questo senso – conclude Mollicone – un veicolo formidabile per favorire il radicarsi di una concreta cultura della sicurezza“.
Quella delle morti bianche è una piaga davvero difficile da curare: anche se i dati più aggiornati forniti dall’Inail, relativi al primo semestre 2009, ci dicono che i numeri sono in diminuzione c’è poco da stare allegri. Il numero di in calo di infortuni e di morti sul lavoro (rispettivamente -10,6% e -12,2%), si deve non certo per la pratica di una maggiore sicurezza.
Per l’Inail il segno meno, infatti, sarebbe esclusivamente legato alla crisi economica: i 397.980 infortuni sul lavoro, contro i 444.958 dello stesso periodo dell’anno prima, e 490 morti, rispetto ai 558 dello stesso periodo del 2008, si devono principalmente alla riduzione occupazionale. Cassa integrazione e licenziamenti hanno di fatto ridotto i rischi, soprattutto nell’industria e tra gli uomini. Ma se per avere meno morti dobbiamo eliminare il lavoro non ci siamo proprio.