Breaking News
Aggiornato il 09.02.2026
alle 16:54

Un dirigente: “Ogni due ore arriva qualcuno in classe per un progetto e si perdono di vista le conoscenze”

Redazione

Quali sono i mali della scuola di oggi? Cosa andrebbe cambiato? A rispondere a queste domande Lorenzo Varaldo, dirigente di una scuola di Torino protagonista del documentario “D’Istruzione Pubblica” in sala dal 2 febbraio, docente da quando aveva 21 anni e scrittore ai microfoni de La Repubblica.

“Scuola, non progettificio”

“Quando faccio gli open day ai genitori chiarisco subito una cosa: questa è una scuola, non è un progettificio. Qui si insegna, non si rincorre un’idea di scuola che promuove esperienze di ogni tipo, come mille finestre aperte su Internet, ma si dimenticano le conoscenze consolidate e il sapere e il rapporto costante di insegnamento del docente con la classe. Dilaga un impoverimento culturale pazzesco e rischiamo che le famiglie che possono permetterselo scelgano le scuole private di livello per avere un’adeguata formazione”, ha esordito, parlando degli open day.

E, sul mestiere di dirigente scolastico: “Lavoro pericoloso per la sicurezza, per i rischi di amministrazione e per la violenza anche di certe famiglie. Viviamo episodi in cui ti senti impotente e non hai la percezione di non essere sostenuto, a volte neanche dalle forze dell’ordine. Ma da quando avevo vent’anni non c’è mai stato un giorno in cui sono andato malvolentieri a lavorare. Prevale la passione e la voglia di esserci ancora per condurre queste battaglie, sul campo”.

Ecco quali sono a suo avviso i problemi: “L’aziendalizzazione che insegue le competenze nonostante diventino in poco tempo obsolete. La de-istituzionalizzazione della scuola e la frammentazione degli insegnamenti. Ogni due ore arriva qualcuno in classe per un progetto e si perdono di vista le conoscenze”

Infine, ecco alcune battute sulle Nuove Indicazioni Nazionali: “Non credo sia utile fare contrapposizioni tra destra e sinistra ma entrare nel merito, lo stesso merito che è citato nella dicitura del Ministero ma che spesso manca. In queste indicazioni, ci sono aspetti che funzionano ma poi questo si traduce in un’operazione identitaria peraltro confusa. Si introducono i Canti delle poesie del Risorgimento in seconda elementare mentre quel periodo non viene considerato nella storia di quinta”.

Indicazioni Nazionali, le novità

In questi giorni, per la precisione il 27 gennaio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento approvato il 9 dicembre 2025 con il Ministero dell’Istruzione ha adotta le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, che sostituiscono quelle introdotte con il DM 16 novembre 2012, n. 254.
Le nuove disposizioni entreranno progressivamente in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

A decorrere dal 2026/2027, le scuole dell’infanzia e del primo ciclo adotteranno le nuove Indicazioni a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. I collegi dei docenti saranno chiamati a rielaborare il curricolo di istituto in modo progressivo, garantendo coerenza tra le nuove prescrizioni e i percorsi già avviati.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate