Quali sono i mali della scuola di oggi? Cosa andrebbe cambiato? A rispondere a queste domande Lorenzo Varaldo, dirigente di una scuola di Torino protagonista del documentario “D’Istruzione Pubblica” in sala dal 2 febbraio, docente da quando aveva 21 anni e scrittore ai microfoni de La Repubblica.
“Quando faccio gli open day ai genitori chiarisco subito una cosa: questa è una scuola, non è un progettificio. Qui si insegna, non si rincorre un’idea di scuola che promuove esperienze di ogni tipo, come mille finestre aperte su Internet, ma si dimenticano le conoscenze consolidate e il sapere e il rapporto costante di insegnamento del docente con la classe. Dilaga un impoverimento culturale pazzesco e rischiamo che le famiglie che possono permetterselo scelgano le scuole private di livello per avere un’adeguata formazione”, ha esordito, parlando degli open day.
E, sul mestiere di dirigente scolastico: “Lavoro pericoloso per la sicurezza, per i rischi di amministrazione e per la violenza anche di certe famiglie. Viviamo episodi in cui ti senti impotente e non hai la percezione di non essere sostenuto, a volte neanche dalle forze dell’ordine. Ma da quando avevo vent’anni non c’è mai stato un giorno in cui sono andato malvolentieri a lavorare. Prevale la passione e la voglia di esserci ancora per condurre queste battaglie, sul campo”.
Ecco quali sono a suo avviso i problemi: “L’aziendalizzazione che insegue le competenze nonostante diventino in poco tempo obsolete. La de-istituzionalizzazione della scuola e la frammentazione degli insegnamenti. Ogni due ore arriva qualcuno in classe per un progetto e si perdono di vista le conoscenze”
Infine, ecco alcune battute sulle Nuove Indicazioni Nazionali: “Non credo sia utile fare contrapposizioni tra destra e sinistra ma entrare nel merito, lo stesso merito che è citato nella dicitura del Ministero ma che spesso manca. In queste indicazioni, ci sono aspetti che funzionano ma poi questo si traduce in un’operazione identitaria peraltro confusa. Si introducono i Canti delle poesie del Risorgimento in seconda elementare mentre quel periodo non viene considerato nella storia di quinta”.
In questi giorni, per la precisione il 27 gennaio, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento approvato il 9 dicembre 2025 con il Ministero dell’Istruzione ha adotta le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, che sostituiscono quelle introdotte con il DM 16 novembre 2012, n. 254.
Le nuove disposizioni entreranno progressivamente in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
A decorrere dal 2026/2027, le scuole dell’infanzia e del primo ciclo adotteranno le nuove Indicazioni a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. I collegi dei docenti saranno chiamati a rielaborare il curricolo di istituto in modo progressivo, garantendo coerenza tra le nuove prescrizioni e i percorsi già avviati.