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Aggiornato il 10.02.2026
alle 01:07

I fascisti vogliono prendersi i licei, al Righi di Roma compaiono svastiche, a Sulmona saluto e bandiere del regime: M5s “interroga” Valditara

Quello delle scuole fasciste sembra essere diventato il mood del momento. A Roma, uno dei licei più prestigiosi, il Righi, a due passi da via Veneto, la mattina di lunedì 9 febbraio è stato deturpato con almeno 10mila euro di danni, ha calcolato Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica della Città metropolitana di Roma: il personale ha aperto la scuola trovando gli estintori scaricati, alcuni arredi danneggiati, come le porte e dei vetri di alcune aule, ma soprattutto sono state rinvenuto delle scritte tra cui una sul muro esterno “Righi Fascista la scuola é nostra” accompagnata da una svastica. Altre scritte – ‘Autonomia Contropotere’ e ‘Contro Potere’ –sono state trovate all’interno.

“È molto chiaro chi sta dietro a questo ennesimo attacco, parliamo dei fascisti che schedano i prof e che attaccano le scuole sfruttando il revisionismo sulle foibe, gli stessi che hanno attaccato l’occupazione dello stesso istituto lo scorso novembre, legittimati dal governo Meloni che sta bersagliando questa scuola contro le lotte degli studenti. Fuori i fascisti dalle scuole!”, commentano gli studenti di Osa.   

Secondo Giovanni Barbera, di Rifondazione Comunista, “il raid notturno al liceo Righi di Roma non è un episodio di vandalismo isolato, ma un salto di qualità inquietante che ricalca le più oscure logiche squadriste”.

Interrogazione del M5s ai ministri dell’Interno e dell’Istruzione

I deputati M5S Alfonso Colucci e Antonio Caso hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Istruzione: “Il Governo è pienamente a conoscenza dei fatti? Quali elementi ha oggi sulla dinamica dell’episodio e sull’individuazione dei responsabili? Si intende riconoscere la chiara matrice ideologica di quanto accaduto o si archivierà tutto come semplice vandalismo? Quali interventi urgenti si vogliono mettere in campo per sostenere la comunità scolastica e garantire la ripresa delle attività? Nelle indagini sarà applicata con rigore la normativa che contrasta manifestazioni e simbologie fasciste? E soprattutto: quali azioni educative e culturali si vogliono promuovere davvero per contrastare la diffusione di ideologie fasciste, violenza e sopraffazione tra i giovani? Perché una svastica su un muro di una scuola non è mai solo una scritta. E sottovalutarla sarebbe un errore gravissimo”.

Anche i dem definiscono “inaccettabile” quanto accaduto al liceo Righi di Roma: secondo Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione, “sia sul piano simbolico che su quello dei danni concreti” è “gravissimo”, visto anche “che la presidenza si é vista costretta a sospendere le lezioni a causa dei danni ed è purtroppo uno degli episodi di un clima di odio e di scontro ideologico che sta interessando il paese e che non va alimentato ma al contrario contrastato. L’auspicio é che la Premier Meloni condanni apertamente quanto é accaduto e che si trovino al più presto i responsabili. La nostra solidarietà al liceo Righi”.

Stessa “musica” in un liceo di Sulmona

In un liceo di Sulmona, invece, nelle stesse ore è stato girato un video – presto finito sui social -, nel quale fanno i protagonisti fanno il saluto fascista ed esibiscono una bandiera del regime: nella stessa giornata le forze dell’ordine hanno effettuato delle perquisizioni nelle case di alcuni studenti, minorenni, recuperano la bandiera e sequestrando dei telefoni cellulari.

Nel frattempo, la Procura del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha aperto un’inchiesto: dal liceo sono giunte parole di “piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, e conferma la propria collaborazione con le autorità competenti per l’accertamento dei fatti”.

La scuola superiore abruzzese ha fatto anche sapere che “condanna con assoluta fermezza qualsiasi gesto, comportamento o simbolo riconducibile a ideologie totalitarie, alla discriminazione o all’incitamento all’odio. Tali manifestazioni sono in totale contrasto con i principi della Costituzione, con la missione educativa della Scuola e con i valori di rispetto, inclusione e cittadinanza che quotidianamente promuoviamo”.

L’istituto, prosegue il post, “avvierà ulteriori percorsi di riflessione per ribadire l’importanza della memoria storica, del rispetto delle differenze e dell’uso responsabile dei social media”.
Il consiglio di classe e la dirigente scolastica hanno tenuto a fare sapere che “procederanno con le dovute sanzioni disciplinari e le conseguenti azioni educative, coinvolgendo le famiglie interessate. L’obiettivo resta quello di trasformare il deplorevole episodio in un’occasione di crescita e consapevolezza”.

Nella nota del liceo di Sulmona si garantisce, inoltre, di avere “piena fiducia nel lavoro della magistratura”, perché chiarisca “rapidamente ogni responsabilità personale, evitando indebite generalizzazioni che possano ledere l’intera comunità scolastica, la quale si distingue da sempre per il valore formativo, la partecipazione civica e la promozione della cultura della Legalità”.

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