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Una storia di inclusione a Roseto degli Abruzzi. Azzolina alla Tecnica: “Ecco cosa vuol dire fare comunità”

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Arriva dalla cittadina di Roseto degli Abruzzi una bella storia di inclusione.
Al liceo linguistico “Saffo” una ragazzina con sindrome di Down che molto aveva patito durante la chiusura della scuola nella seconda metà dello scorso anno scolastico, ha chiesto in questa circostanza di poter frequentare le lezioni in presenza.
Nei giorni scorsi la scuola si è attivata per organizzare un percorso adeguato alla sua condizione.
Ma la situazione non è delle migliori perché la ragazzina è costretta a stare in classe da sola con l’insegnante di sostegno. E così a questo punto scatta una vera e propria gara di solidarietà e alla fine 5 suoi compagni di classe decidono di andare a scuola e di seguire le lezioni con lei.

La Ministra Azzolina così commenta per noi la vicenda: “Da Roseto degli Abruzzi ci arriva una bellissima storia di inclusione scolastica. Un esempio lampante di cosa voglia dire fare ed essere comunità. Quando ad agosto abbiamo scritto le regole sulla didattica digitale integrata abbiamo previsto che i ragazzi e le ragazze con bisogni educativi speciali potessero frequentare in presenza, anche in caso di lezioni a distanza. È una scelta che abbiamo fatto sulla base dell’esperienza maturata nel periodo del lockdown, quando a soffrire di più la chiusura delle scuole sono stati i piccoli e gli studenti con difficoltà di apprendimento”.

“A Roseto degli Abruzzi – conclude la Ministra – hanno saputo interpretare in modo autentico le nostre indicazioni e hanno attuato con intelligenza l’autonomia scolastica. Ringrazio il dirigente e tutta la comunità scolastica per questo esempio”.

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Guarda anche la nostra intervista sull’argomento a Maddalena Gissi (Cisl Scuola) e Cristina Marta (dirigente scolastica IC Pavone Canavese – TO)

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