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Aggiornato il 12.02.2026
alle 11:47

Decreto sicurezza 2026, arresto in flagranza per chi aggredisce docenti o ATA. Giannelli: “Segnale di attenzione e di ascolto”

Il Pacchetto Sicurezza promesso dal Governo Meloni composto da un decreto e da un disegno di legge, varato giovedì scorso dal Governo dopo due settimane di confronto, sta per vedere la luce e molto avrà a che fare con il mondo della scuola.

Come riporta Il Sole 24 Ore, il Dl prevederebbe un inasprimento delle sanzioni (con arresto in flagranza) per le aggressioni ai presidi e ai docenti, che vengono di fatto equiparati al personale sanitario (e alle forze dell’ordine, per cui già vale).

La soddisfazione di Giannelli

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha espresso soddisfazione per il pacchetto Sicurezza, come riporta Il Fatto Quotidiano: “Esprimo soddisfazione per la bozza del decreto Sicurezza nella parte relativa al personale scolastico, in quanto recepisce in modo chiaro e concreto le nostre richieste avanzate da tempo. Si tratta di un segnale importante di attenzione e di ascolto nei confronti di tutto il personale scolastico, troppo spesso vittima di aggressioni ignobili e criminali. Auspico che le misure previste possano finalmente porre fine all’inaccettabile sequela di atti di violenza che negli ultimi anni ha colpito, senza distinzione dirigenti, docenti e personale Ata, restituendo all’ambiente scolastico la dignità, la sicurezza e la serenità che costituiscono prerequisiti imprescindibili per lo svolgimento di un’ordinata attività didattica”.

Più cauta, ma comunque d’accordo con il Governo Paola Bortoletto, a capo di ANDIS: “Credo che i problemi della scuola, luogo di educazione e istruzione, non si risolvano per via giudiziaria. Ma è naturale che azioni violente contro il personale della scuola debbano essere penalmente perseguite. Un riconoscimento delle offese ricevute contribuisce a valorizzare il ruolo di esercenti un pubblico servizio”.

Le misure

La fattispecie dell’arresto in flagranza consente di procedere entro 48 ore dal fatto se supportato da documentazione certa viene estesa ai reati di lesioni, violenza o resistenza commessi ai danni di docenti e dirigenti scolastici.

Per gli atti violenti contro il personale scolastico si apre a una pena aggravata della reclusione da 2 a 5 anni, e in caso di lesioni personali gravi o gravissime, la pena sale, rispettivamente, da 4 a 10 anni e da 8 a 16 anni.

Viene poi introdotto il divieto di vendita ai minori, anche tramite piattaforme elettroniche (e-commerce), di strumenti da punta e taglio (le cosiddette armi improprie) che possono occasionalmente servire all’offesa della persona. Se si viola questo divieto, scatta una multa da 500 a 3mila euro, che può essere aumentata fino a 12mila euro in caso di reiterazione.

Si punta poi molto sulla prevenzione, con l’ampliamento dei reati che fanno scattare l’ammonimento del questore nei confronti dei minorenni dai 12 ai 14 anni. Inoltre, si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore autore di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti ad offendere.

Cosa cambia

La sanzione è applicata dal prefetto. Fin qui il Dl che una volta pubblicato in Gazzetta sarà operativo. Nel Ddl, che dovrà invece andare alle Camere, nasce la rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie che vede in campo anche scuole e associazioni sportive. Con un riferimento diretto ai piani Agenda Sud e Nord che potranno finanziare anche gli interventi di contrasto all’emarginazione sociale e alla povertà educativa.

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