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Rinnovo del contratto, stipendi più alti e stop al precariato: i sindacati dettano le priorità per il 2019

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E’ iniziato il 2019. Dal nuovo anno ci si aspetta sempre qualcosa in più. Qualcosa di diverso. Ed anche stavolta sarà così, anche per i lavoratori della scuola, che nel 2018 sembrano essersi confermati fra le cenerentole della pubblica amministrazione.
A dire il vero, non è che il nuovo anno sia iniziato con i migliori auspici: l’approvazione della legge di bilancio 2019 ha riservato un bottino magro per la scuola.

La Tecnica della Scuola ha chiesto ai sindacati del comparto quali fossero le priorità da fissare in alto in agenda per il 2019, e senza sorpresa, hanno evidenziato gli aspetti che purtroppo da anni rappresentano i punti dolenti del comparto scuola: il rinnovo del contratto, con il conseguente aumento dello stipendio, e l’eliminazione del precariato, emergenza che sembra non conoscere sosta.

 

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Le priorità dei sindacati

Lena Gissi, segretario Cisl Scuola, punta infatti sul prossimo “rinnovo del contratto, oltre alla riduzione del precariato e ad una politica della formazione in servizio a supporto della valorizzazione professionale di tutti, docenti e ATA”.

La parola d’ordine per Francesco Sinopoli, segretario nazionale Flc Cgil, è investimenti: “investimenti per più tempo lungo (generalizzazione della scuola dell’infanzia, tempo pieno e tempo prolungato nel primo ciclo, obbligo a 18 anni); investimenti per una edilizia scolastica sicura ma anche moderna (piena di laboratori, spazi, biblioteche, sale multimediali); investimenti per l’eliminazione strutturale del precariato e per stipendi europei da sancire, sia pur gradualmente, già col Contratto 2019-21″.

Anche per Pino Turi, segretario della Uil Scuola, è necessario “rinnovare il contratto con risorse aggiuntive per ridurre il gap retributivo di tutto il personale della scuola. Intervento necessario per dare un assetto caratterizzante alla specificità del mondo della scuola: comunità educante, democratica e partecipata nella quale operano i dirigenti, i docenti, il personale ATA, gli alunni e i genitori”.

Per Turi inoltre, è indispensabile “portare a termine il reclutamento dei DSGA con il contestuale avvio della mobilità interna degli ATA, tra le aree, rimettendo in moto il sistema delle posizioni economiche”.

Lo Snals, tramite il segretario nazionale Elvira Serafini, evidenzia i punti su cui battere nel 2019 che sono laperdurante carenza di investimenti per il funzionamento che, inevitabilmente, pongono chiari e pesanti limiti al miglioramento dell’organizzazione del sistema dell’istruzione e della ricerca”, e inoltre sarebbe auspicabile a parere di Serafini “un piano consistente ed adeguato di assunzioni sia per i docenti, su posti comuni e su posti di sostegno, che per il personale ATA, dopo aver rivisto profondamente la formazione iniziale e i meccanismi di reclutamento, che risultano essere oltremodo inadeguati rispetto alle attuali esigenze della scuola”.

Il segretario Snals ha anche evidenziato che “le cifre stanziate nella legge di bilancio sono molto lontane da quanto servirebbe per raggiungere tale obiettivo.”

Per Rino Di Meglio, coordinatore Gilda degli Insegnanti, le “risorse per un rinnovo contrattuale dignitoso, si traducono in un aumento di almeno 200 euro nette in busta paga”, oltre al “recupero dello scatto di anzianità relativo al 2013”.

Per Di Meglio, inoltre, non solo è indispensabile la stabilizzazione dei precari, ma punta anche ad una “sburocratizzazione del lavoro dei docenti che, giova sempre ricordarlo e sottolinearlo, non sono impiegati”.

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