Nulla di ufficiale ancora, ma siccome chi ‘tace acconsente’ (in questo caso il ministero dell’Istruzione) è assai probabile che la Carta del Docente dal corrente anno scolastico (a seguito dell’inserimento tra i beneficiari di tutti i supplenti annuali) passerà dai tradizionali 500 euro a meno di 400 euro annui. Le conferme giungono da più parti: anche dai deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi e Davide Faraone, secondo i quali la carta per la formazione degli insegnanti “quest’anno sarà ridotta di quasi un quarto rispetto all’importo originario”.
Il problema, fanno notare Boschi e Faraone, dieci anni fa tra i fautori, allora dem, che sostenevano la Legge 107/2015, è che dall’anno in corso “aumenteranno i destinatari, ma a risorse invariate. Così, mentre la propaganda del governo racconta un’estensione dei diritti, in realtà si sta solo dividendo la stessa torta in più fette”.
Secondo i due fedeli all’ex premier Matteo Renzi, il risultato è sotto gli occhi di tutti: “meno risorse per ciascun insegnante e meno investimenti sulla formazione”.
Boschi e Faraone sottolineano che “l’estensione della platea è giusta ed attesa, ma senza risorse aggiuntive si finisce per svuotare la misura“.
E ancora: “La Carta del docente, introdotta dal governo Renzi con La Buona Scuola – aggiungono gli esponenti di Italia Viva – come strumento di formazione e aggiornamento professionale, viene oggi progressivamente snaturata: da un lato si riduce l’importo, dall’altro si introducono nuove limitazioni e si trasformano le risorse in una sorta di carta di welfare, utilizzabile anche per spese di trasporto e abbonamenti ai mezzi pubblici”.
La verità, continuano Boschi e Faraone, è che “per sostenere davvero gli insegnanti sul piano economico servono risorse vere. Così si rischia di vanificare uno strumento che ha rappresentato un investimento sulla qualità della scuola e sulla formazione continua dei docenti, necessaria oggi più che mai”.
Intervenuto a Napoli, durante un seminario organizzato da Anief e Condir, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha, in effetti, confermato che il supporto annuale per la formazione degli insegnanti cambierà faccia: “È mia intenzione estendere i benefici della carta docente come una vera carta di welfare a tutto il personale Ata”, ha detto il Ministro tra gli applausi del personale amministrativo e dei Dsga presenti.