Le GPS rivestono una grande attenzione tra i “giovani” precari. A breve il Ministero dovrebbe pubblicare l’O.M. con la quale disciplinerà le nuove GPS. Possiamo indicare quali sono i titoli che devono essere posseduti per accedere alle stesse?
A rispondere, nel corso della seconda puntata dello speciale sulle GPS della Tecnica della Scuola, Attilio Varengo, segretario nazionale Cisl Scuola:
“Bisogna fare un po’ di chiarezza per coloro che accedono alle GPS, che quindi si approcciano a questo strumento per la prima volta. Abbiamo diversi tipi di titoli.
La prima tipologia riguarda i titoli di accesso. Poi ci sono anche i titoli oggetto di valutazione che quindi non sono titoli di accesso, quindi possono essere posseduti o non posseduti. Se posseduti, evidentemente danno luogo ad un miglioramento del proprio punteggio. Questa tipologia di titoli si può distinguere in due grosse gamme. La prima è quella dei titoli culturali accademici, l’altra è quella dei titoli di servizio“.
“Ma concentriamoci sui titoli di accesso. Intanto abbiamo le GPS che contano ben 10 tabelle. Che cosa sono queste tabelle? Sono praticamente sistemi di valutazione di ciascun GPS e questo significa che avremo un GPS per infanzia primaria abilitati, una GPS per infanzia primaria non ancora abilitati, una GPS per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, ovviamente distinta per classi di concorso e abilitata, una GPS distinta per classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado per i non abilitati, una GPS per il sostegno specializzati, una GPS per coloro che insegneranno sul sostegno privi di specializzazione e poi ancora due GPS per le istituzioni educative, una riservata agli abilitati, l’altra riservata ai non abilitati. Chi sono gli abilitati della scuola dell’infanzia e della primaria? Ovviamente i laureati di scienza della formazione primaria, ovvero coloro che hanno un diploma magistrale ante 2001-2002.
Chi sono invece coloro che possono avere accesso alla GPS in qualità di non abilitati nell’infanzia e nella primaria? Ci troviamo di fronte ad un caso molto particolare perché non c’è la possibilità, come per le altre classi di concorso, per gli altri gradi di scuola, di avere il titolo di studio che ti dà accesso a questa GPS. E allora che cosa si è si è trovato come escamotage? Potranno accedere alle GPS tutte le studentesse e gli studenti dei corsi di scienze della formazione primaria che siano iscritti almeno al terzo anno o annualità successive e che al momento di presentazione dell’istanza abbiano comunque conseguito almeno 150 CFU nel del loro percorso di studi.
Ecco, questi docenti, unico caso è che non hanno il titolo di accesso. Il titolo di accesso sarebbe per le primarie all’infanzia la laurea in scienza della formazione. Accedono comunque alle GPS, quindi hanno titolo a sottoscrivere i contratti in forza del loro percorso di studio già intrapreso.
Scuola secondaria di primo e di secondo grado: le abilitazioni ovviamente sono le abilitazioni conseguite secondo i percorsi abilitanti previsti per questi gradi di scuola. Abbiamo ovviamente i percorsi datati, abbiamo il percorso della SISSIS per qualcuno ancora, per alcune discipline sulle quali è più difficile assumere, sulle quali si scorrono di meno le graduatorie concorsuali. Poi abbiamo le abilitazioni attraverso i TFA, attraverso i PAS. Oggi abbiamo le nuove abilitazioni ex PNRR, quindi abbiamo le famose abilitazioni dei 60 o dei 30 CFU.
Bene, tutto questo personale accede, distinto per classi di concorso, evidentemente al GPS alla tabella 3 della scuola secondaria di primo e secondo grado, così come alla tabella 5 degli abilitati accede il personale ITP che lavora nella scuola secondaria di secondo grado abilitato. Alla tabella 4 e alla tabella 6 destinata ai non abilitati accedono coloro che invece sono in possesso del titolo di studio previsto dagli ordinamenti. Quali sono gli ordinamenti? Sono i DM 259/2017 e il DM 255/2023 per quello che riguarda le classi di concorso aggregate, che definiscono esattamente quali sono le lauree che danno titolo all’insegnamento”.
“Il sostegno rappresenta, rispetto alle precedenti graduatorie un’innovazione perché il sostegno non era mai stato visto come una graduatoria a sè stante, era stato visto piuttosto come una sorta di elenchi, quindi coloro che erano in graduatoria, che avevano conseguito la specializzazione potevano comparire per gli insegnamenti del sostegno in appositi elenchi, oggi hanno la dignità di vere e proprie graduatorie ed avremo allora la tabella 7 che accoglie gli specializzati distinti evidentemente per grado di scuola, primaria, infanzia, primaria, primo grado, secondo grado e poi la tabella 8.
La tabella 8 contiene i non specializzati sul sostegno che hanno però il titolo di studio per accedere ad un insegnamento e che insieme al titolo di studio hanno comunque lavorato per almeno 3 anni sul sostegno in quello specifico grado di scuola.
Ultime due tabelle, la 9 destinata agli abilitati, la tabella 10 destinata ai non abilitati per gli insegnamenti nelle istituzioni educative. Le abilitazioni per le istituzioni educative risalgono ancora ad un vecchio concorso. Oggi, per quello che riguarda invece i titoli di accesso alla tabella 10 dei non abilitati, ecco che l’OM stessa in maniera estremamente puntuale declina i titoli di accesso per le istituzioni educative”.