Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto che individua le aree disciplinari per la correzione delle prove scritte del nuovo esame conclusivo del secondo ciclo. Il provvedimento si è reso necessario per aggiornare il precedente assetto del 2015, a seguito della riforma introdotta dal decreto-legge 127/2025, che ha profondamente rinnovato la struttura della Maturità per l’anno scolastico 2025/2026.
Il nuovo esame mira a verificare non solo le conoscenze e le abilità specifiche di ogni indirizzo, ma anche il grado di maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità dei candidati, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona. Tra le principali novità strutturali figurano la riduzione delle materie d’esame da sei a quattro e una nuova composizione della commissione, che ora prevede due commissari interni, due esterni e un presidente.
Nonostante il parere positivo, il CSPI ha sollevato alcune preoccupazioni riguardo alla funzionalità delle commissioni. In particolare, l’organo consultivo ha evidenziato che la riduzione del numero di materie d’esame potrebbe compromettere la possibilità di assicurare la presenza di due docenti per ogni area disciplinare durante la fase di correzione degli scritti. Per questo motivo, il CSPI ha chiesto esplicitamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito di individuare, nella futura ordinanza ministeriale sulle commissioni, modalità operative che garantiscano a tutti gli istituti di poter lavorare efficacemente per aree disciplinari.
Il parere affronta anche situazioni particolari relative a diversi percorsi di studio:
In conclusione, sebbene l’impianto generale del decreto sia stato promosso, il CSPI sottolinea la necessità di garantire coerenza e uniformità di comportamenti nelle commissioni per assicurare un momento valutativo equo per tutti gli studenti.