Home Archivio storico 1998-2013 Indicazioni nazionali Alunni “nomadi”, anche loro in leggera crescita

Alunni “nomadi”, anche loro in leggera crescita

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Nella già citata pubblicazione sugli alunni con cittadinanza non italiana, relativa all’anno scolastico 2010/2011, il ministero dell’Istruzione ha dedicato una sezione agli alunni rom, sinti o camminanti: ebbene, anche il loro numero continua a salire. Confermando sia la tendenza generale, sia quella della specifica “fetta” di giovani non italiani. Lo scorso anno scolastico gli alunni rom, sinti o camminanti iscritti ad un corso di studi erano 12.377, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente (il 2009/2010).
Nei giorni scorsi la fondazione Ismu, che si occupa di iniziative e studi sulla multietnicità, si è focalizzata sulla distribuzione di questi giovani: il 54,6% si concentra nelle primarie, il 27,5% nelle secondarie di primo grado, il 16,6% nelle scuole dell’infanzia. Si confermano pochissimi quelli che si iscrivono alle superiori: solo 158. E la maggior parte sono concentrati nel biennio iniziale: ancora oggi rimane una rarità per gli alunni rom, sinti o camminanti completare il ciclo di studi sino al superamento degli Esami di Stato della scuola secondaria superiore.
Da un focus territoriale risulta che le province che nel 2010 – 2011 hanno ospitato il maggior numero di alunni generalmente definiti “nomadi” sono state quelle metropolitane: la prima è di gran lunga Roma, con 2.228 studenti, seguita da Milano (935), Torino (808) e Napoli (628). Più distanziate le province di Reggio Calabria (495), Catanzaro (432), Siracusa (297) e Pordenone (252). Anche le regioni confermano l’andamento locale: la più alta diffusione di alunni rom, sinti o camminanti è stata riscontrata nel Lazio, poi Lombardia, Piemonte, Calabria, Emilia Romagna e Toscana.