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Genitori avvocati dei figli? Non sempre: “ha sbagliato, giusto che paghi”. Il ragazzo è tra gli indagati che a Sulmona hanno girato il video fascista a scuola

I genitori ormai sono diventati gli avvocati e i sindacalisti dei figli. Anche a scuola. Quante volte abbiamo ascoltato queste lamentele, soprattutto da parte degli insegnanti. Non sempre, però, le cose vanno in questo modo. A non cercare di difendere il figlio a tutti i costi è stato in queste ore un genitore di uno dei giovani indagati nell’inchiesta di Sulmona che riguarda un video girato in una classe di un istituto superiore, con gli studenti in posa davanti a una bandiera con la svastica ed altri intenti a fare il saluto fascista. Sul fatto sta indagando anche la procura minorile dell’Aquila.

“Hanno sbagliato, mio figlio ha sbagliato. Non si fa quello che ha fatto ed è giusto che paghi, così come è giusto che la dirigenza scolastica prenda le dovute precauzioni“, ha detto all’agenzia Ansa il genitore.

Nella foto compaiono in tutto 16 studenti, tutti maschi, su una classe composta da 19 ragazzi: alcuni reggono la bandiera, altri fanno il saluto fascista. “Mio figlio – sottolinea il genitore – aveva chiesto di non postare la foto e di non taggarlo”. Nonostante la richiesta, l’immagine è finita sui social: una “tentazione” a cui qualche compagno non ha evidentemente saputo dire ‘no’.

“I fatti – scrive sempre l’Ansa – risalirebbero agli ultimi venti minuti delle due ore di assemblea di classe del 31 gennaio, quando i docenti erano fuori dall’aula. Secondo quanto riferito, tutto sarebbe nato come un gioco per un video virale su TikTok, una sfida a portare a scuola l’oggetto più strano. Per l’occasione gli studenti avrebbero quindi portato oggetti insoliti da mostrare in un altro video, tra cui pupazzi, batterie di motorini, una caffettiera”.

Hanno girato “un video di una gara, un modo per ridere“, ma, ha ribadito il genitore dello studente, “gli ho detto che ha sbagliato e che deve pagare: ora è preoccupato per quello che gli succede ed è dispiaciuto per noi genitori, perché sa che non abbiamo nulla a che fare con quei gesti o con quelle ideologie”.

Nel frattempo, la dirigenza scolastica ha avviato oggi una serie di incontri a porte chiuse, convocati ad hoc e scaglionati, con studenti e rispettivi genitori, per fare luce sull’accaduto prima di riunire gli organi collegiali e assumere eventuali decisioni. Il calendario degli incontri proseguirà per tutta la settimana.

Secondo gli esponenti del M5S in commissione Cultura alla Camera, quello di Sulmona “non è un episodio isolato: pochi giorni fa al liceo Righi di Roma un gruppo di persone incappucciate ha lanciato oggetti e intonato cori fascisti contro studenti e insegnanti. Nei mesi scorsi altre scuole, a Roma, Genova e Gallarate, sono state teatro di aggressioni, scritte e vandalismi di chi inneggia al nazifascismo”.

I pentastellati puntano quindi il dito su Giuseppe Valditara, perché, sostengono, sarebbe “solitamente celere nell’invio di ispettori, sembra questa volta non trovare la stessa urgenza davanti a gesti che diffondono ideologie fasciste nelle scuole. Ministro, quando dirà – e soprattutto farà – qualcosa? È ora di smettere di girarsi dall’altra parte: servono misure immediate e chiare per difendere studenti, insegnanti e i valori della Costituzione”, concludono dal M5s.

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