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Bussetti a casa 49 volte coi soldi pubblici, la difesa del Miur: spese rendicontate e basse

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I viaggi del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, rispettano le norme in vigore, risultano pubbliche e le spese sono tra le più basse tra i vari ministeri della Repubblica: lo scrive l’agenzia Ansa, apprendendolo “da ambienti del Miur” dopo l’annuncio della inchiesta sulle spese dei viaggi di Bussetti fatta dall’Espresso, in edicola domenica 17 febbraio e di cui oggi è stata fornita un’anticipazione.

“Spese documentate e sottoposte a registrazione”

Secondo quanto riferito da fonti dell’amministrazione di Viale Trastevere, le missioni istituzionali affrontate dal ministro dell’Istruzione “vengono espletate nel rispetto della normativa vigente, sono documentate, sottoposte alla registrazione dei competenti organi pubblici deputati al controllo di legittimità ed economico-finanziario e pubblicate nel rispetto delle regole sulla trasparenza degli atti amministrativi. Gli importi complessivi sono peraltro tra i più bassi nella comparazione con altri dicasteri”.

Il ministro “appena può fugge” da Roma

In base a quanto riportato da L’Espresso, il titolare dell’Istruzione, portato dalla Lega al dicastero a Viale Trastevere, “appena può fugge” da Roma e torna in Lombardia, dove tuttora abita, nel Paese di Somma Lombardo, tra Milano e Varese. I viaggi per “servizio” sarebbero frequenti: ben due volte a settimana.

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“Le fughe da Roma – scrive il settimanale – iniziano subito, appena messo piede al ministero di Viale Trastevere. Il primo “impegno istituzionale” nel capoluogo lombardo è infatti datato sabato 2 giugno: nemmeno il tempo di partecipare alle celebrazioni della festa della Repubblica che Bussetti è già di ritorno a Milano. Ed è il primo di 49 viaggi in soli sei mesi”, su 70 totali compiuti da giugno a novembre 2018.

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