Continua a fare discutere il tema riconoscimento giuridico dei collaboratori dei dirigenti scolastici: sul cosiddetto middle management, che potrebbe diventare terreno di confronto all’Aran tra sindacati rappresentativi e parte pubblica, ‘La Tecnica della Scuola’ sta raccogliendo da tempo i pareri degli addetti ai lavori. Alla vigilia della ripresa della trattativa del contratto collettivo di lavoro 2022/24, prevista per il prossimo 4 settembre, la nostra testata ha chiesto il parere sul tema a Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a capo di una delle organizzazioni sindacali rappresentative che caldeggia il riconoscimento del lavoro svolto dalle figure di sistema attraverso l’introduzione di forme specifiche di incentivazione economiche e di carriera.
Presidente, c’è chi ritiene che il middle management non possa essere riconosciuto in questo contratto: perché Anief insiste?
Perché stiamo parlando di 100mila docenti che collaborano con il dirigente scolastico e di 8mila Dsga, cosiddetti di ‘elevate qualificazioni’, che vorrebbero giustamente riconosciuta la dirigenza amministrativa: il loro operato per le scuole è fuori discussione. Noi abbiamo sempre invitato il Governo ad individuare criteri, ruoli, selezioni e conseguentemente predisporre specifiche risorse nell’Atto di indirizzo. E questo nonostante la diffidenza, se non l’aperta ostilità, di diverse sigle sindacali.
Ma il Governo ancora non è mai intervenuto sul tema, quindi si rischia di non vedere nulla, di concreto, nel contratto di categoria?
In questo momento siamo riusciti a circoscrivere alle figure di sistema i corsi di formazione del PNRR che in sede contrattuale potrebbero definire i criteri per l’attribuzione dei 1.500 euro annui, e dei 5 mila euro a regime annui rispetto a un contratto che dal 2016-2018 ha cancellato l’indennità di reggenza al 50% per il vicario. Sarebbe un primo passo per valorizzare le attuali figure di sistema, con risorse che sono state già stanziate. La riduzione della platea rispetto al progetto originario che avrebbe dovuto interessare il 30% del corpo insegnante ci permette di ritenere che la maggior parte, se non la totalità di chi frequenterà tali corsi, potrà avere questo incentivo una tantum, e alcuni di essi a regime una quota che sarebbe maggiore alla stessa indennità perduta.
Allora, in sede di contrattazione ci sono dei margini?
A mio avviso, se non trattiamo questi criteri sarà il Ministro dell’Istruzione, nelle more, per legge a decidere. Noi preferiamo discuterli al tavolo, perché anche le figure di sistema svolgono un ruolo importante nella scuola dell’autonomia e hanno diritto a essere rappresentate dalle parti sociali e ad aver riconosciuto il lavoro svolto.
Però non si tratterebbe di una novità rilevante e con grandi novità per la loro carriera?
Si tratterebbe di un primo passo in avanti. Poi se il Governo volesse rispolverare la legge sulla carriera come già pensata nel 2003, allora auspichiamo un confronto aperto a 360 gradi, perché potrebbe essere riconosciuta la vice-dirigenza, cui accedere per concorso e con un suo specifico riconoscimento per l’accesso alla carriera dirigenziale.
Quando si parla di figure di sistema, voi fate anche riferimento agli ex Dsga: perchè?
Perché rientrano in questo tema. Nell’ultimo accordo abbiamo promosso il passaggio alle elevate qualificazioni e aumentato del 30% l’indennità di direzione bloccata dal 2009, siamo riusciti a far riconoscere anche per gli ex Dsga oltre che agli ex presidi i risparmi del dimensionamento: continueremo a lavorare per sostenere il loro riconoscimento giuridico nell’area della dirigenza amministrativa dello Stato.
Quindi, per concludere, da parte vostra avanti tutta sulla necessità di un riconoscimento del middle management nella scuola?
Certamente, nessun passo indietro e nessun ripensamento. Anzi, nell’ultimo periodo abbiamo creato due dipartimenti che in poco tempo hanno riscontrato la fiducia di tantissimi professionisti della scuola, con Ancodis e Condir: sicuramente continueremo con loro, per ottenere il giusto valore per una categoria di lavoratori che merita più rispetto e attenzione.