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Carrozza all’Ansa: “Moralizzare i concorsi”

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“Penso che quello dei programmi tagliati e dell’aggiornamento sia un problema enorme: per esempio la storia contemporanea non viene studiata, ho constatato di persona che alcuni studenti non sapevano nulla sull’assassinio di Kennedy o sul ’68. Il problema si vede anche sulle scienze: ieri, nella cerimonia al Quirinale, si è parlato della lotta alle malattie genetiche, tutti i nostri studenti devono conoscere il Dna altrimenti non si può conoscere la contemporaneità”.
Ha poi annunciato il “Piano nazionale della ricerca” che sarà pronto entro l’anno e dovrà essere organizzato all’insegna della competitività, riferendosi al più vasto programma di ricerca varato dall’Unione Europea.
”Il documento sarà pronto entro il 2013 e siamo già partiti con un impegno a livello nazionale e a livello europeo, soprattutto in vista del programma Horizon 2020”. Mobilità e servizi sostenibili per le città, oppure sistemi per raggiungere i territori italiani più isolati, le zone di montagna: sono esempio delle ”sfide” al centro del Piano Nazionale della Ricerca 2014-2016, ha detto Carrozza.
“Va moralizzato il tema dei concorsi. Servono concorsi nazionali con commissioni nazionali e responsabilità diretta dei commissari”, ha ancora detto Maria Chiara Carrozza.
La ministra, riferendosi alle polemiche di questi giorni sul concorso universitario di cardiologia alla Sapienza, ha aggiunto “è inaccettabile che un docente dica di un ricercatore ‘mi accompagnava a casa’, dovrebbe caso mai essere il contrario e cioè che sia il professore ad aiutare il giovane”.
“E sono in particolare le facoltà di medicina quelle da cui mi arrivano le maggiori doglianze sui concorsi”, ha aggiunto il ministro ribadendo l’importanza di arrivare a concorsi trasparenti. “A matematica, ad esempio – ha aggiunto – queste cose non succedono”.
In Italia “bisogna studiare bene una lingua straniera, tanto che vorrei che non si doppiassero più i programmi in tv”. “Penso che quello dei programmi tagliati e dell’aggiornamento sia enorme: per esempio la storia contemporanea non viene studiata, ho constatato di persona che alcuni studenti non sapevano nulla sull’assassinio di Kennedy o sul ’68. Il problema si vede anche sulle scienze: ieri nella cerimonia al Quirinale, si è parlato della lotta alle malattie genetiche, tutti i nostri studenti devono conoscere il Dna, altrimenti non si può conoscere la contemporaneità”
Parlando poi del valore legale del titolo di studio ha detto: “Sono contraria al valore legale del voto di maturità e di laurea. Sono contrarissima a dire che bisogna dare valore al voto, soprattutto se abbiamo commissioni che dipendono dalla soggettività”.
“Va moralizzato il tema dei concorsi. Servono concorsi nazionali con commissioni nazionali e responsabilità diretta dei commissari”.
“Il percorso per accedere all’insegnamento dovrà avere come primo pilastro la formazione, poi ci dovrà essere una pista unica che porta al concorso”, ha detto il ministro dell’Istruzione spiegando che naturalmente ci sono anche le “graduatorie ad esaurimento” perché vanno tenuti presenti i diritti acquisiti. Per quanto riguarda i tirocini formativi (Tfa), il ministro ha detto che è importante stabilire prima “il numero di professori di cui abbiamo bisogno, per non formarne di più che poi non possono entrare in ruolo”. Sull’ingresso dei prof il ministro sta quindi lavorando: “Ho trovato stratificazioni di normative – ha concluso – ma ho capito anche che sono state illuse molte persone che si ritrovano un titolo che non possono spendere”.
“Rifiuto lo slogan che chiudere sia un valore: va chiuso qualcosa per aprire qualcos’altro, abbiamo bisogno di tante università. Piuttosto servono Piani strategici a livello regionale”: Così il ministro rispondendo al governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, favorevole alla chiusura di alcuni atenei (Bari,
‘Dalla legge di stabilità mi aspetto un chiaro indirizzo sulla ricerca e l’innovazione”, ha aggiunto il ministro Carrozza. “L’aria in Consiglio dei ministri è buona. Abbiamo lavorato sui provvedimenti. Mi auguro che il governo duri almeno per gestire la presidenza italiana della Ue, siamo già un po’ in ritardo”, ha spiegato.
Tornare al voto “con questa legge elettorale sarebbe una occasione persa, il risultato sarebbe simile. La politica dovrebbe fare passi avanti. D’altra parte non ho visto una programmazione, proposte credibili. Dovrebbero emergere idee nuove: non sento nulla, il quadro è desolante. Non ho sentito nulla, c’è un silenzio assordante, liti sui nomi più che sui contenuti. Il governo, invece, ha varato molti decreti”.
“Dal Pd è arrivata una immagine terrificante, brutta e ci vorranno mesi di lavoro per recuperare questa situazione disastrosa. A chi interessa la data del congresso? La gente vuole risposte concrete”.