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04.05.2026

Piano casa, Meloni: “Un docente che prende 1700 euro netti al mese ne arriverà a risparmiare 4200 all’anno per il mutuo”

Lo scorso 30 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dedicata al nuovo Piano casa, ha parlato degli insegnanti, annunciando che il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri introdurrà sistemi di edilizia a prezzi calmierati.

Ecco cosa ha detto la premier sul caso specifico dei docenti, come riportato da SkyTg24: “Facciamo il caso di un insegnante che ha uno stipendio netto di 1700 euro al mese. Fa fatica a pagare un mutuo in alcune grandi città. A Milano per un appartamento di 42 metri quadri paga mediamente più di mille euro al mese, significa un’incidenza del 63% sullo stipendio. Stessa cosa per quanto riguarda l’affitto”.

“Domani con il meccanismo che abbiamo previsto lo stesso insegnante arriverà a risparmiare almeno 350 euro al mese di mutuo, ossia 4200 euro all’anno in più, più di due mensilità di stipendio”, ha concluso.

Cosa prevede il Piano Casa

Dieci miliardi in dieci anni per mettere a disposizione 100 mila case popolari o a prezzi calmierati. Il Piano Casa, presentato dal governo il 30 aprile, dovrebbe rispondere all’emergenza abitativa italiana, come riportaIl Corriere della Sera.

Il vicepremier e ministro, Matteo Salvini, dice che entro dodici mesi dovranno essere resi disponibili 60 mila alloggi popolari al momento inutilizzabili o inagibili.

A sovrintendere sarà nominato un commissario. L’obiettivo è indicato dallo stesso Salvini «in 12 mesi intendiamo fare avanzare 60 mila famiglie in graduatoria e riassegnare loro una casa rimessa a nuovo». Inoltre, si realizzerà un programma per la locazione a lunga durata degli immobili assegnati, con la facoltà di riscatto predefinita (rent to buy).

Semplificazioni e percorsi burocratici più veloci in cambio di edilizia a prezzi calmierati. Un cardine del Piano Casa poggia sul ruolo dei privati nella realizzazione di alloggi e appartamenti (100 mila in 10 anni) a valori inferiori a quelli di mercato, rendendoli accessibili alle fasce di reddito medio basso. Anche qui sarà nominato un commissario.

La premier Giorgia Meloni ha spiegato che a fronte di corsie semplificate i costruttori dovranno «garantire su 100 alloggi costruiti che almeno 70 siano di edilizia convenzionata. Riteniamo che il prezzo di vendita o di affitto sia scontato di almeno il 33% rispetto al costo di mercato». Per quanto riguarda l’edilizia a prezzi calmierati sarà previsto il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai (per esempio atto di compravendita e mutuo).

L’annuncio di Valditara

La scorsa estate il capo del dicastero di Viale Trastevere aveva parlato di alloggi e affitti a prezzi calmierati per il personale scolastico, in particolare per i fuori sede.

Il titolare del dicastero dell’Istruzione e del Merito ha sottolineato che la richiesta è stata accolta: “Rilevo con soddisfazione che nel documento finale, che sintetizza i contributi delle diverse parti coinvolte, la mia richiesta è stata completamente accolta. Nei futuri progetti di edilizia residenziale sociale verranno destinati alloggi a prezzi calmierati anche ai professionisti della scuola, con particolare attenzione a quanti si trasferiscono per motivi di lavoro, in una logica di costituzione di sistemi residenziali in grado di soddisfare politiche specifiche e al contempo di garantire un’elevata qualità relazionale e abitativa dei nuovi insediamenti”.

Usare le foresterie?

Lo scorso febbraio Valditara ha anche lanciato una proposta: “Ho intenzione di intraprendere un censimento delle necessità del personale scolastico che lavora fuori sede e ho intenzione di dialogare con regioni e associazioni di categoria per individuare alloggi per il personale fuori sede. Spesso il personale non fa domanda perché il costo per l’alloggio è troppo alto. Perché non immaginare che nelle nuove scuole ci siano delle foresterie dove poter alloggiare questi insegnanti”.

“Sarebbe il caso che l’interesse pubblico tornasse ad essere un faro. Dobbiamo riflettere per trovare soluzioni. Creiamo subito un gruppo di lavoro”, ha aggiunto il ministro, che crede che si possa anche intervenire sulla proprietà delle scuole.

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