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Aggiornato il 12.08.2025
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CCNI Assistenza sanitaria integrativa: incontro al Ministero, disponibili 65 milioni per ciascuno dei prossimi quattro anni

Si è svolto lunedì 11 agosto l’incontro dedicato al Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sull’assistenza sanitaria integrativa prevista dall’articolo 14, comma 6, del decreto-legge 25/2025. Le risorse disponibili ammontano a 65 milioni di euro per ciascuno dei prossimi quattro anni. Il CCNI definirà criteri e modalità di accesso alle prestazioni previste.

Nella bozza presentata, come riporta la Cisl Scuola, il Ministero propone di includere nella copertura sanitaria il personale assunto a tempo indeterminato e quello con contratto annuale a tempo determinato. L’Amministrazione ha manifestato l’intenzione di reperire ulteriori fondi per estendere la copertura anche al personale con supplenze fino al termine delle attività didattiche. I destinatari comprendono personale docente (compresi gli insegnanti di religione cattolica), personale ATA e personale educativo.

L’adesione avverrà automaticamente, previa domanda da presentare secondo modalità che saranno comunicate successivamente. Per la definizione delle prestazioni, il Ministero si è avvalso della consulenza del broker internazionale Marsh.

Le prestazioni si suddividono in due categorie:

  • Bassa frequenza: interventi per patologie oncologiche, cardiologiche e altre gravi malattie, comprese visite preparatorie e di controllo nei tre mesi precedenti e successivi all’intervento.
  • Alta frequenza: cure dentarie (una seduta di igiene e una visita), prevenzione oncologica differenziata per genere, spese legate al parto (naturale e cesareo), contributi per la non autosufficienza e diagnostica preventiva.

Nel capitolato potranno essere inclusi, come elementi preferenziali, anche interventi di implantologia e un ampliamento delle prestazioni specialistiche.

Le reazioni dei sindacati

A questa trattativa “lampo”, come definita dalla Flc Cgil, i sindacati hanno risposto in diversi modi.

La CISL Scuola nel proprio intervento ha ribadito anzitutto la necessità di estendere, come ipotizzato dall’Amministrazione, l’assistenza sanitaria integrativa anche ai supplenti con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche: un impegno in tal senso dovrebbe essere contenuto in una dichiarazione congiunta da allegare al testo del Contratto Integrativo. Ha richiesto inoltre la costituzione di un apposito organismo di partecipazione composto pariteticamente tra le parti firmatarie del CCNI, col compito di monitorare, nel corso del quadriennio, l’efficacia dell’assicurazione sanitaria oltre che l’eventuale necessità di aggiornamenti delle clausole contrattuali.

La FLC CGIL, già nella riunione di maggio, ha ribadito tre condizioni per l’assistenza sanitaria integrativa: copertura per tutto il personale, inclusi i precari; chiarezza delle prestazioni in base alle esigenze, soprattutto femminili; risorse adeguate e aggiuntive, non sottratte a scuole e studenti. Critica il Governo per usare la misura come compensazione alla mancata valorizzazione del personale, ricordando che i fondi per il rinnovo contrattuale non coprono l’inflazione e che il 25% del personale è precario (oltre 300mila unità nel 2024/25). Denuncia la scarsa attenzione alla stabilizzazione e il dirottamento di risorse verso il privato sanitario a scapito del SSN. La decisione definitiva sarà presa dopo i passaggi statutari interni.

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