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Chiamata diretta, Usb: è a rischio clientelismo e non ci sono i tempi per le contestazioni

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“Non sussistono i tempi necessari per eventuali contestazioni o richieste di chiarimento e accesso agli atti” per le operazioni della chiamata diretta.

A sostenerlo è la Usb scuola, secondo la quale “siamo di fronte a un atto di folle irresponsabilità da parte del Miur”. Perché i tempi per effettuare dei controlli seri dei curriculum, come per le scelte che verranno effettuate, non ci sono: appena “tre giorni per caricare il proprio curriculum su istanze on line, in pieno ferragosto; gli stessi docenti dovranno guardare i bandi di tutte le scuole sui siti ed inviare via e-mail le proprie candidature, il tutto in quattro-cinque giorni; i presidi hanno dieci giorni per pubblicare bandi, esaminare le candidature, fare eventuali colloqui, scegliere i candidati, verificare l’accettazione delle proposte e comunicarle al SIDI; tutta la procedura per i docenti avviene in contemporanea con le domande di utilizzazione ed assegnazione, quindi impegni su impegni con un carico di lavoro, di ansia e stress per tutti”.

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Inoltre, “le certificazioni richieste non sono “centinaia” come urlato da Cgil, Cisl, UIL e Snals ma sono in sostanza esattamente quelle indicate precedentemente da questi sindacati, quindi la “chiamata per competenze” da loro voluta è passata in toto; si aggiunga che queste certificazioni sono più vincolanti né quindi presunta assicurazione di oggettività”.

Inoltre, “leggendo la tabella con gli indicatori allegati ci si chiede come possa un docente neoassunto aver ricoperto nella propria carriera alcuni ruoli come “aver fatto da tutor a tirocinanti e neoassunti” o essere stato coordinatore di dipartimento o collaboratore vicario dirigente scolastico, funzioni che di solito sono affidate a docenti di ruolo da più anni. Pensare che ad agosto i dirigenti scolastici, per ciascuno dei posti vacanti, svolgano colloqui anche tramite “videochiamata su skype”, poi, ci sembra alquanto surreale”.

Ne consegue che, continua la Usb scuola, “l’emergenzialità e la tempistica frettolosa con la quale verranno gestite le operazioni per la chiamata diretta degli insegnanti ci sembrano anch’esse avallare un ampio margine di discrezionalità da parte dei dirigenti”

Con tutto ciò, incalza il sindacato autonomo, “il Miur ha stabilito che ferie, vacanze e famiglie non devono più esistere per i docenti e gli ATA”.

In definitiva, con questa operazione il Miur “consegna a tutti gli effetti nelle mani dei dirigenti scolastici i destini di migliaia di lavoratori della scuola. I presidi potranno tenere conto dei pochi criteri forniti dal MIUR, ma se lo vorranno potranno anche elaborare dei criteri autonomi, motivandone la coerenza con il PTOF della propria scuola, in funzione dei quali preferire un docente a un altro di quelli che finiranno nel proprio ambito territoriale”.

“Con questo atto il Miur, di fatto in accordo con le organizzazioni sindacali complici, introduce nelle scuole clientele, nepotismi e dispotismi pericolosissimi”, conclude il sindacato di base.

 

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