Home Personale Cisl, Ministro ci convochi sugli scatti. Cobas, governo indecente e il 17...

Cisl, Ministro ci convochi sugli scatti. Cobas, governo indecente e il 17 gennaio al Miur

CONDIVIDI
  • GUERINI

”Sugli scatti di anzianità cresce la confusione mentre servirebbero urgenti e chiare decisioni, che si fatica a intravedere anche dopo l’ultimo comunicato di Palazzo Chigi. Su tutto questo vi è necessità di un confronto politico, il ministro ci convochi con urgenza”. ”Non bastano più – ha continuato – i ripetuti incontri tecnici per trovare soluzioni chiare, trasparenti e che non comportino ulteriori rinvii. Oltre al recupero di validità del 2012, ai fini degli scatti di anzianità, devono trovare contestuale soluzione sia la questione delle posizioni economiche del personale Ata, sia quella della retribuzione dei dirigenti scolastici legata al Fondo unico nazionale, che non può subire decurtazioni da cui deriverebbero pesanti effetti di retrocessione retributiva”.
Duri invece i Cobas scuola
”Dopo aver tentato di scippare ulteriormente docenti ed Ata della piccola e parziale quota di scatti di anzianità ricevuti da una parte di essi, l’indecente governo Letta-Alfano-Renzi-Napolitano si è grottescamente vantato di aver cambiato registro verso la scuola pubblica e il suo continuo immiserimento, praticato da tutti i governi degli ultimi decenni. In realtà la distruttiva marcia della scuola-miseria e della scuola-quiz prosegue, malgrado alcuni stop o rallentamenti imposti dalle lotte dei difensori della scuola pubblica”. Ad affermarlo è il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi che annuncia una ”mobilitazione permanente” e una protesta davanti alla sede del Miur il 17 gennaio prossimo.
”Gli investimenti nelle strutture scolastiche diminuiscono ogni anno – è la protesta di Bernocchi – i salari di docenti ed Ata hanno perso il 30% negli ultimi venti anni e il 15% nell’ultimo quinquennio, il blocco degli scatti e dei contratti prosegue, i lavoratori ad un passo dalla pensione (quota 96) sono costretti a lavorare gratuitamente per altri cinque o sei anni, i docenti ‘inidonei’ non hanno ancora la certezza che la loro deportazione nei ruoli degli Ata sia annullata per sempre, mentre i precari Ata non sono ancora stati immessi in ruolo”.