Una storia molto contorta: una collaboratrice scolastica sarebbe stata licenziata dal liceo in cui lavorava, nel veneziano, in quanto il dirigente scolastico, effettuando dei controlli, le avrebbe contestato di avere dichiarato un voto di maturità difforme rispetto a quello dei registri ufficiali.
La donna, 57enne, come riporta Venezia Today, si è sempre dichiarata in buona fede. Per la Corte d’Appello di Venezia la bidella nel 2020 era riuscita ad avanzare in graduatoria presentando un punteggio di diploma (48/60) più alto rispetto a quello registrato dall’istituto dove ottenne la maturità artistica nel 1985-86, cioè 38/60.
La signora, licenziata per questo, ha fatto causa che però il giudice del lavoro ha rigettato. Così, dal 1° settembre 2024 la donna non ha più un lavoro. “Dopo anni al lavoro nello stesso Liceo dove mi diplomai, questa storia mi ha sconvolta – racconta la collaboratrice scolastica – Ricordo che mio papà, restauratore, ha fatto dei lavori nell’edificio mentre io ancora seguivo le lezioni. Sono stata trattata come una truffatrice, mi hanno fatta sentire una delinquente – prosegue – Non so come tutto questo possa essermi caduto addosso”.
“Ora – dice il suo legale – chiediamo la revocazione della sentenza perché per noi sono emerse criticità sui registri degli esami ’85-’86. La scuola non conserva l’originale del diploma quindi doveva far fede il verbale scolastico, senonché quel documento riporta un’alterazione della grafia sul voto 38/60, scritto con un inchiostro diverso, con un’altra calligrafia rispetto al resto del documento e senza la firma del presidente di commissione”.
La bidella indagata tramite l’avvocato ha denunciato per falso ignoti al momento, chiedendo che vengano trovati i responsabili dell’alterazione del voto contenuto nel registro della scuola.