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Concorso Ds e il “malcostume” del ricorso di massa

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Ormai, come tutti sanno, il nuovo concorso dirigenti, di cui si è tenuta circa un mese fa la prova preselettiva, vede due schieramenti l’un contro l’altro armati: gli idonei e i non idonei, con alterne prese di posizione di sindacati e pseudosindacati, spesso volti esclusivamente a fomentare azioni legali.
Dopo l’Anp adesso è la volta di altre due associazioni professionali che si schierano a favore dei docenti che hanno superato la prova preselettiva dell’attuale concorso dirigenti, chiedendo al ministro Gelmini di mettere in atto tutte le iniziative tecniche, amministrative e giuridiche per il regolare proseguimento e la rapida conclusione delle prove concorsuali.
ADi e DiSal hanno inviato una lettera al Miur col chiaro intento di opporsi “al riproporsi del malcostume dei ricorsi di massa, che mirano a vanificare un concorso atteso da anni e indispensabile alla stabilità ed al buon funzionamento di migliaia di scuole.”
Il punto forte dell’obiezione è proprio il fatto che non ci si trova davanti “a qualche singolo motivato ricorso, ma a delle azioni generalizzate che rivendicano la riammissione indiscriminata di tutti coloro che non hanno superato la prova. Questo non è ammissibile.”
Dunque l’obiettivo dei ricorrenti appare essere uno solo: annullare la prova preselettiva e rivendicare riammissioni indiscriminate di massa tese unicamente, di fatto, al blocco o alla vanificazione delle prove.
 Adesso, invece, proseguono Adi e Disal, è il momento di pensare “all’emanazione di indispensabili indicazioni operative da parte del Miur, che rendano le prove scritte ed orali coerenti, eque ed omogenee su tutto il territorio nazionale, scongiurino discriminazioni e futuri estenuanti contenziosi.”
Obiettivo irrinunciabile deve essere la chiara indicazione di una medesima data nazionale di svolgimento delle prove scritte, evitando così che ogni regione faccia di testa sua; la precisa comunicazione del tempo concesso per le prove scritte, grave lacuna del bando, e per il colloquio; una doverosa chiarificazione dell’impostazione delle due prove scritte, tra cui la lunghezza, per scongiurare il tradizionale “tema” e favorire al contrario prove strutturate in modo da essere correggibili con criteri obiettivi, trasparenti, comparabili e in tempi ragionevolmente brevi; infine (cosa tanto sbandierata nella valutazione degli alunni, ma poco osservata dagli adulti!) la comunicazione di puntuali criteri e parametri di valutazione delle prove scritte e orali.
Che la Gelmini contrasti, dunque, l’annullamento della prova preselettiva, che, (almeno apparentemente, aggiungiamo noi) è stata esente da clientele e favoritismi, e garantisca su tutto il territorio nazionale una gestione omogenea, trasparente, meritocratica e qualificata nel proseguimento delle prove concorsuali. Adi e Disal ricordano infine che “in assenza della conclusione del concorso prima dell’estate 2012, metà della scuole statali italiane, per la prima volta nella storia nazionale, si troverebbero senza figure dirigenziali.” Ma con i dimensionamenti in atto e la soppressione di tante istituzioni scolastiche autonome, c’è da dubitare di questi “vuoti” sulle poltrone di presidenza. Horror vacui inutile, probabilmente.
Il panorama comunque non è sereno e tutto è possibile. Chissà che sarà del nuovo concorso dirigenti, lo scopriremo solo vivendo…