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Concorso ds, la partita non è ancora finita: l’Anief diffida il ministro Profumo

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La sentenza del Consiglio di Stato del 9 dicembre non sembra aver fatto calare il sipario sull’interminabile “partita” legale che si sta giocando attorno al concorso per reclutare 2.386 dirigenti scolastici. A sostenerlo è l’Anief, il sindacato che ha difeso migliaia di docenti esclusi delle prove scritte per non aver raggiunto o superato la soglia degli 80 quesiti esatti su 100 che il Miur aveva loro sottoposto lo scorso 12 ottobre.
L’organizzazione guidata da Marcello Pacifico ha reputato inappropriata la decisione del Presidente della VI Sezione del Consiglio di Stato, che attraverso un proprio decreto monocratico ha fissato l’attesa e risolutiva seduta collegiale per il prossimo 20 dicembre: per il sindacato la decisione ha, infatti, il sapore della beffa, perché la data è stata posticipata alla settimana successiva allo svolgimento delle prove scritte, programmate dal Miur per il 14 e 15 dicembre. “A quel punto – sostiene il leader dell’Anief – diventerà ininfluente l’esito della decisione definitiva”.
Il legali di Pacifico hanno così deciso di diffidare il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, dal far svolgere le prove scritte senza aver atteso la discussione degli appelli nella prima Camera di consiglio utile: “solo un provvedimento d’urgenza adottato dal ministro Profumo può sanare la situazione facendo slittare le prove scritte”.
Se, invece, il dicastero di viale Trastevere andrà dritto per la sua strada, permettendo lo svolgimento delle verifiche (cui sicuramente parteciperanno i circa 9 mila candidati risultati idonei dopo la preselezione), la vertenza si sposterà su un nuovo piano: quello della validità dell’intera procedura concorsuale.
Non mi fermerò qui – aveva detto a caldo, l’avvocato Pasquale Marotta, uno dei legali scesi in campo per difendere una parte dei docenti esclusi dopo la verifica preliminare – ma andrò avanti fino alla fine, cercando di ottenere, in sede di merito dinanzi al Tar Lazio, l’annullamento della prova preselettiva e, quindi, dall’intera procedura concorsuale”.
La stessa linea è stata sposata dall’Anief. “I nostri legali – ha detto il presidente Pacifico – entreranno nel merito del ricorso attraverso una perizia tecnica, cosa che non ha fatto il Presidente della Sesta Sezione del Cds, e riusciranno a dimostrare la violazione del bando concorsuale, attraverso la somministrazione tra i 100 test di almeno un quesito errato: a quel punto tutte le prove fino ad oggi svolte e le nuove programmate verranno annullate”.
Pacifico ha già delineato quale sarà la linea da intraprendere: “sarà coinvolta la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione della convenzione sul giusto processo, oltre a essere interessato lo stesso tribunale amministrativo per un abuso di potere, da parte dell’amministrazione, tanto più gratuito quanto più violento nel deridere alcuni articoli della Costituzione – in particolare il 113 della Costituzione, oltre che il 6 della CEDU – di cui si chiede ai candidati la conoscenza”. Insomma, comunque vada per i tribunali si prospetta un’altra lunga stagione di lavoro.