Home Personale Contratto scuola 2019/21, i sindacati hanno due giorni per firmare (qualcuno dirà...

Contratto scuola 2019/21, i sindacati hanno due giorni per firmare (qualcuno dirà ‘no’): nella maxi bozza Aran la norma che dà potere ai presidi

CONDIVIDI

Due giorni di confronto – 12 e 13 luglio – potrebbero non essere sufficienti per fare sciogliere i dubbi sul rinnovo del contratto nazionale 2019/21: la parte pubblica, rappresentata dall’Aran, e i sindacati rappresentativi (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda e Anief) hanno infatti da affrontare diversi aspetti per definire la parte normativa di un Ccnl che sta andando davvero per le lunghe. A differenza di quanto prospettato in questi ultimi giorni, quindi, gli incontri che si andranno a realizzare non sembrano proprio una formalità.

CONTRATTO SCUOLA, FIRMA VICINA: COSA VORRESTI FOSSE APPROVATO?

L’Aran alcuni giorni fa ha fatto pervenire la sua bozza di contratto: si tratta di un testo, lungo e articolato, nel quale sono presenti diverse parti del contratto precedente. Ma anche alcune novità importanti, come quella della revisione del codice disciplinare dei docenti, sulla cui gestione, almeno secondo l’amministrazione, dovrebbe avere maggiore peso decisionale (in caso di inadempienze) il dirigente scolastico. I sindacati, però, non sono d’accordo. Su questo punto, si prevedono “scintille”.

La soluzione più logica, come per altre nuove norme, è che la questione venga collocata all’interno della sequenza contrattuale, che come abbiamo già avuto modo di dire equivarrebbe a rinviare il problema ad un futuro contratto.

Tra le novità caldeggiate dai sindacati spicca il problema dei nuovi ordinamenti del personale Ata, per i quali sembrano profilarsi nuovi profili professionali.

La lista dei nodi da sciogliere è assai lunga: per comprendere la piega che prenderà il confronto all’Aran potrebbe comunque già bastare il primo giorno.

C’è poi il problema dell’assegnazione di più di 400 milioni di euro, da assegnare al personale che porta avanti progetti vari: la maggior parte di quei fondi (300 milioni) era stata inizialmente destinata al “merito” dei docenti e ora la logica vorrebbe che rimanessero a loro disposizione. Qualche sindacato, però, vorrebbe dare una parte della somma anche al personale Ata.

Un’ultima considerazione: i sindacati arrivano a questo appuntamento con posizioni diverse. È molto probabile che, qualora si arrivi a concludere la trattativa, almeno un paio di organizzazioni sindacali decidano di non sottoscrivere il contratto: per i lavoratori della scuola, docenti e Ata, non sarebbe un bel segnale.