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Da seicento a mille euro al mese d’affitto, maestra di ruolo sfrattata: “Per lo Stato sono ricca, non percepisco un sussidio”

Si parla molto in questi giorni di emergenza casa. Una maestra di Bologna di 42 anni con un figlio di dodici, docente di ruolo da sette anni, in questo momento non sa letteralmente dove andare. Il motivo? Da quando il suo nuovo padrone di casa le ha raddoppiato l’affitto, da seicento a mille euro al mese, ha scoperto di non potersi più permettere di vivere a Bologna.

Come riporta La Repubblica, il suo contratto è scaduto il 30 settembre e la proprietà adesso sta avviando le pratiche per lo sfratto. “Questa è la città che mi ha accolta – dice – che mi ha cresciuta e dove speravo di far crescere mio figlio. Ma mi sta dicendo fortissimamente che non è più il mio posto”.

“Sto male”

La situazione è davvero amara: “Ogni volta che preparo uno scatolone sto male perché non è che trasloco, mi preparo a uno sfratto. Ci ho perso il sonno e la salute, non si pensi che affronto tutto questo a cuor leggero. Io in questa casa mio figlio l’ho cresciuto, i mobili sono tutti miei. Anche lui, che ha 12 anni, è preoccupatissimo. Ha regalato in giro tutte le cose che non usa più, abbiamo spedito una parte delle nostre cose dai miei in Calabria. Quando siamo partiti nella ricerca casa gli avevo detto che per i primi tempi avremmo cercato un bilocale, che io e lui avremmo dovuto stare per un po’ in una sola stanza. Lui mi ha risposto da adulto: mamma tranquilla, ci stringiamo”.

Ecco quali problemi sta riscontrando: “Quando dico che insegno alle elementari all’inizio va bene. Ma poi quando nomino mio figlio e capiscono che non c’è una seconda entrata in famiglia il tono cambia. Ho visto decine di case e non sono mai stata ricontattata da nessuno. Adesso mi sono fatta furba e lo dico prima che c’è un solo stipendio, così evito un giro a vuoto. Avevo anche pensato di spacciarmi per studentessa ma nei documenti che devo presentare per il contratto mio figlio sarebbe comunque risultato. Un affitto di mille euro al mese potrei anche pagarlo all’inizio ma poi? Con uno stipendio da 1500-1600 come faccio? Per lo Stato sono ricca, non percepisco nessun sussidio tranne l’assegno unico. Ma per le agenzie immobiliari non basta”.

La docente ha partecipato a picchetti antisfratto

“Dopo che ho iniziato a partecipare ai picchetti antisfratto ho smesso di vergognarmi e ho chiesto in giro a diverse persone. Hanno chiesto ad amici e parenti ma i prezzi non cambiano: per un monolocale si va da 850 euro a salire. Le agenzie immobiliari chiedono due contratti, un anno di fideiussione bancaria, tre caparre oltre al mese entrante, garanzie. Solo per iniziare a immaginare un trasloco in questo momento a Bologna servono 7-8mila euro. Solo per partire. Per una madre separata diventa pesante sostenere tutto questo, ti fai delle domande. Pensi chissà, magari potevo fare scelte diverse, per il bene di mio figlio”, ha concluso.

I problemi dei docenti fuori sede

Sono moltissimi i docenti che sono costretti a spostarsi per lavorare, spesso dal Sud al Nord. In questi casi nasce spesso un problema: i docenti, spesso precari, quindi con salari alquanto ridotti, devono farsi carico di ingenti spese per l’affitto, dovendo magari anche mantenere famiglie a distanza.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato di una possibile soluzione, ai microfoni di SkyTg24: “Ho parlato con Matteo Salvini proprio per inserire il personale scolastico nel Piano Casa. Credo che una soluzione intelligente ed efficace possa essere il Piano Casa, soprattutto laddove il personale si deve spostare dove il costo della vita è più elevato”, queste le sue parole.

Qualche settimana fa il capo del dicastero di Viale Trastevere aveva parlato di alloggi e affitti a prezzi calmierati per il personale scolastico, in particolare per i fuori sede.

Il titolare del dicastero dell’Istruzione ha sottolineato che la richiesta è stata accolta: “Rilevo con soddisfazione che nel documento finale, che sintetizza i contributi delle diverse parti coinvolte, la mia richiesta è stata completamente accolta. Nei futuri progetti di edilizia residenziale sociale verranno destinati alloggi a prezzi calmierati anche ai professionisti della scuola, con particolare attenzione a quanti si trasferiscono per motivi di lavoro, in una logica di costituzione di sistemi residenziali in grado di soddisfare politiche specifiche e al contempo di garantire un’elevata qualità relazionale e abitativa dei nuovi insediamenti”.

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