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Didattica a distanza, non solo rose e fiori: qualche docente ne ha approfittato per non fare lezione

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Ancora oggi ci sono intere classi o parte di esse che si trovano a svolgere le lezioni in didattica a distanza: quello della Didattica Digitale Integrata è stato uno strumento indubbiamente necessario, ma tante sono state le criticità emerse.

La distanza e la responsabilità

La maggioranza dei docenti italiani ha consentito, con spirito di abnegazione e grande responsabilità, di non interrompere il dialogo educativo con gli studenti durante i terribili mesi di lockdown. Ancora prima che la Didattica a distanza diventasse operativa per legge, i docenti italiani, di tutte le scuole di ogni ordine e grado, hanno attivato dalle proprie abitazioni, autonomamente e volontariamente, i collegamenti online con gli studenti per svolgere attività formative.

Qualche docente, purtroppo, in modo poco responsabile e adducendo scuse francamente inammissibili, ha troppo spesso avvisato gli alunni che la lezione a distanza non poteva essere svolta.

Tra questi sparuti casi, di insegnanti poco presenti nei collegamenti a distanza, c’è anche la storia di una professoressa di Storia e Filosofia di una scuola dell’alto tirreno calabrese.

Secondo quanto testimoniano e documentano genitori e alunni, sembra che in due anni scolastici di scuola vissuta prevalentemente a distanza, la professoressa abbia svolto regolarmente solo 14 lezioni effettive, assentandosi parzialmente o totalmente in tutte le altre ore di lezione.

La docente avvisava gli studenti

Le assenze e i numerosi ritardi della docente dalle ore di lezione in DaD venivano sempre annunciate agli studenti con audio inviato via Whatsapp, con il quale la professoressa spiegava i motivi della sua impossibilità al collegamento o del suo ritardo a collegarsi gli ultimi 10 minuti di lezione.

A volte, la docente si collegava con la classe dalla sua autovettura, mentre era in viaggio verso la scuola e il plesso di cui aveva la responsabilità, ma si trattava di collegamenti fugaci e notevolmente difficoltosi.

Criticità della DaD

In generale, comunque, la didattica a distanza, come peraltro la didattica mista con parte della classe in presenza e parte a distanza, ha chiaramente fatto emergere delle criticità.

Alcuni studenti hanno trovato difficoltà di concentrazione, altri hanno patito la mancanza di socializzazione con compagni e docenti, si potrebbe anche dire che la DaD da una parte ha salvato la regolarità degli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021, ma dall’altra parte è stata una barriera comunicativa e di socializzazione.

Molti docenti si sono impegnati a rimodulare la propria didattica e la propria valutazione, in modo da adeguarla allo strumento e a tutte le problematiche relative alla nuova tipologia didattica, altri docenti non si sono posti minimamente il problema ed hanno trasportato nella DID, la metodologia didattica utilizzata in presenza, qualcuno, pochi per la verità, hanno ridotto al minimo i collegamenti a distanza utilizzando prevalentemente la modalità asincrona.

Il Contratto sulla DID

Bisogna ricordare che la Didattica Digitale Integrata è stata regolata anche da un apposito Contratto Collettivo Nazionali Integrativo.

L’art. 2, comma 2, del suddetto CCNI sulla Didattica Digitale Integrata dispone che “fermo restando l’orario di servizio settimanale dei docenti previsto dal CCNL, la DDI si svolge in ottemperanza a quanto previsto dalla Linee Guida di cui al decreto del Ministro dell’Istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, per come declinate dalle istituzioni scolastiche nell’apposito Piano scolastico, al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento programmati, avendo cura di assicurare adeguato spazio settimanale a tutte le discipline”.

Il fatto che qualche docente decida, per i più disparati motivi, di non collegarsi con gli studenti che si trovano a distanza, significa violare una disposizione contrattuale che obbliga l’insegnante a svolgere il proprio orario di servizio.

Una negligenza del genere è motivo dell’apertura da parte del dirigente scolastico di un procedimento disciplinare all’insegnante per accertare i fatti.

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